Uno chef stellato innamorato del territorio
di Francesca Brunelli | 21 Agosto 2024Ivan Bombieri, classe ‘85, originario di Erbezzo, ha un grande passione: quella per il buon cibo. Nel 2018, grazie alle sue capacità, ha riconfermato la stella Michelin nel ristorante “La Taverna” in Friuli in cui in quel periodo stava lavorando. Per Pantheon Notizie ci ha raccontato il suo percorso personale e professionale.
Come è nata la tua passione per il cibo e quale credi sia la tua dote principale in cucina?
La mia passione per il cibo è nata per caso: sono nato e cresciuto nel bar di Cappella Fasani, respirando da sempre l’aria di questo settore. Ho scelto, poi, la scuola alberghiera che mi affascinava molto, appassionandomi sempre di più. Credo che le mie doti principali siano la sensibilità nel cucinare e l’organizzazione in cucina.
Nel 2018 hai ricevuto una stella Michelin, come ti senti a essere diventato uno chef stellato?
Ho iniziato alla “Taverna” in provincia di Udine nel novembre del 2017. L’anno dopo, la stella Michelin è stata riconfermata con me alla guida della cucina e sono rimasto lì per quattro anni. La riconferma della stella per me è stata fonte di grande soddisfazione. Da lì in poi ho viaggiato: sono stato a Milano e in Sardegna, dove mi trovo tutt’ora per la stagione estiva.
Quali sono, dal tuo punto di vista, gli elementi che vorresti migliorare nel tuo percorso di crescita sia a livello personale che professionale? E qual è il segreto per svolgere il tuo lavoro?
Dal punto di vista personale vorrei migliorare le mie doti comunicative e l’empatia. Dal punto di vista professionale vorrei essere più bravo nell’impiattare. Il segreto per fare un lavoro di questo tipo è amarlo nei suoi pregi e difetti, la passione è sicuramente l’elemento che sta alla base di tutto.
Cosa ti auguri per la tua carriera professionale?
Nel futuro spero di iniziare un percorso non più da dipendente, ma da imprenditore e mettere a disposizione della gente del mio territorio quello che so fare dopo anni di esperienza. Mi piacerebbe tornare a Cappella Fasani ad Erbezzo e dare il mio contributo nella valorizzazione dei piatti tipici della Lessinia.


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