Le cotte adolescenziali negli anni ’80: da Jennifer Connelly a Phoebe Cates
di Fabio Fabbrizi | 20 Marzo 2026In quel disgraziato periodo dell’adolescenza, in cui noi maschietti prendevamo delle cotte paurose per le nostre compagne di classe, i nostri ormoni venivano scossi da alcune bellissime star del cinema. Lungi da me stilare classifiche, ma lasciatemi citare le mie tre “fidanzatine” di quegli anni (peccato che, loro, non abbiano mai saputo di esserlo diventate. Eh vabbè!).
Jennifer Connelly. È la sedicenne protagonista del film Phenomena, horror del 1985 di Dario Argento e Labyrinth – Dove tutto è possibile del 1986 (NdR – In Italia si era soliti rititolare la pellicola in italiano, spesso stravolgendo il titolo che con l’originale non aveva più nulla a che spartire, oppure aggiungere il “sottotitolo” come se fosse necessario dare al potenziale spettatore qualche ulteriore indizio che aiutasse a capire, se non la trama, almeno cosa lo aspettasse una volta seduto sulla poltrona del cinema).
Stiamo parlando di un futuro premio Oscar 2002 per A Beautiful Mind (che se fosse uscito negli anni ‘80 si sarebbe intitolato sicuramente in altro modo o con chissà quale didascalico improbabile sottotitolo), inserita nell’elenco delle donne più belle del mondo da illustri e competenti riviste (da Time a Esquire a Vanity Fair).
Phoebe Cates. Nel 1982 esce Paradise che io vedo in tv qualche anno dopo. Chi, fra quelli della mia età, non ha sognato almeno una volta di ritrovarsi nell’oasi sperduta con lei, bellissima e con una voce angelica? È lei, infatti, a cantare il tema che diventa un successo internazionale: “When I’m with you it’s paradise (Lai La Laaaa)”, canticchiando, ovvio… Nel 1984 la vediamo combattere esserini indemoniati nello spassosissimo Gremlins.
Sophie Marceau. Il tempo delle mele esce nel 1980, con un sequel due anni dopo. Ancora una volta, il titolo originale Le Boum (letteralmente “il festino”) viene stravolto nella titolazione italiana. Lei è un amore di ragazzina e tutti noi, alle festine di compleanno, balliamo stretti stretti sulle note di Reality.
Donne… du du du.


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