Ripartiamo dalla bellezza della cultura
di Redazione | 8 Settembre 2020Verona si veste di cultura, trasformando l’Arena in Agorà della Bellezza. Qui l’Eros, forza vitale che muove il mondo, sarà al centro di riflessioni, spettacoli e concerti, tra sacro e profano. In un’edizione particolare, dedicata alla memoria di Philippe Daverio, recentemente scomparso, ispiratore e protagonista di tutte le edizioni del Festival; in questa avrebbe raccontato la Vienna di Klimt e Schiele.
Ad aprire la seconda parte del Festival, l’11 settembre, la lectio di Alessandro Baricco “Sul Tempo e sull’Amore” e il racconto con musica di Mogol sull’influenza della canzone a partire dalla svolta degli anni ’60; chiude il 19 settembre il monologo teatrale di Alessio Boni “Il gioco drammatico della seduzione” e il racconto con canzoni “Devo molto all’amore” di Gianni Morandi e Michele Serra.
Riflessioni filosofiche con Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Massimo Recalcati e letterarie con Gioele Dix sull’ironia nell’eros. Alessandro Baricco propone una narrazione-concerto con la pianista Gloria Campaner e l’Orchestra Canova su Beethoven e l’invenzione della musica classica a 250 anni dalla nascita del compositore.
Tre appuntamenti prevedono l’Arena con palco al centro e pubblico attorno a 360°, in un’ambientazione caratteristica e suggestiva: il concerto antologico di Edoardo Bennato, la conversazione di Federico Buffa con Flavio Tranquillo su “Michael Jordan The Last Air Dance” e la lezione-concerto di Morgan con Vittorio Sgarbi sul rock e l’arte negli anni ’60.


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