Udito e logopedia: sentire con il cervello
di Redazione | 4 Giugno 2020L’udito è il senso preposto a captare i suoni che provengono dall’esterno del corpo e non tutti riconoscono quanto l’udito sia importante, addirittura fondamentale, per il mantenimento del “benessere fisico e mentale”.
Chi fa fatica a sentire, combatte ogni giorno il disagio e lo sconforto, soprattutto nei momenti di socialità, che inevitabilmente sono destinati a sfociare in depressione se non vengono presi i giusti provvedimenti.
La sordità, dunque, non può essere definita in modo riduttivo come una semplice perdita di udito, ma piuttosto come un processo più ampio, che può causare profondi cambiamenti di personalità, alterazioni caratteriali, perdita di fiducia in se stessi e negli altri e non ultimo, un inevitabile isolamento dato dal disinteresse verso il mondo che lo circonda.
Ed è proprio qui che entra in gioco, con grande sorpresa, la figura del logopedista: pochi di voi avrebbero associato questa figura sanitaria all’udito, vero? Spesso la si collega alle difficoltà di linguaggio, riscontrabili soprattutto nei bambini, o addirittura alla riabilitazione di patologie ben più gravi legate alla difficoltà di deglutizione, ma mai all’udito.
Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa, in senso più ampio, di comunicazione in ogni suo aspetto: e che cos’è l’udito, se non uno degli strumenti più preziosi per veicolare la comunicazione?
Già da molti anni in paesi come Danimarca, Svezia, Norvegia, Inghilterra e Stati uniti, si sostiene che nel recupero del soggetto con difficoltà di udito è indispensabile associare ad una corretta protesizzazione con apparecchio acustico, la riabilitazione uditiva logopedica.
Più banalmente possiamo dire che l’audioprotesista, attraverso la scelta e l’adattamento della protesi acustica, si occupa dell’orecchio, mentre il logopedista, con un counselling ed allenamento uditivo personalizzato, si occupa del cervello.
Avete capito bene, il cervello. Il corpo umano è una “macchina” estremamente affascinante nella sua perfetta complessità ed è per questo che, nel momento in cui l’orecchio non riceve più correttamente i suoni, il sistema cerebrale si riorganizza per prestarci via via meno attenzione, riducendo la memoria uditiva e sfociando, in alcuni casi, in una demenza senile.
Per maggiori chiarimenti Logopedista Jessica Visentin 340-3220405 oppure Acustica Pisani 045-954266.


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