Sogni e progetti per la cinta magistrale e la città fluviale
di Redazione | 22 Gennaio 2020Pulire e valorizzare. Le parole d’ordine, le chiavi di tutti i progetti presentati oggi pomeriggio in Gran Guardia dagli stessi studenti, dopo le introduzioni di rito delle autorità e di quanti vi hanno partecipato. Una presentazione in fieri, attiva, dinamica, il progetto che prende forma e corpo mentre viene spiegato dai ragazzi con un piglio già decisamente professionale, accompagnati in ogni passo e parola, se necessario, dal docente l’architetto Filippo Bricolo.
Insegnare ai giovani prima di tutto a rapportarsi con il mondo reale, con la governance dei territori e con gli abitanti è l’esperienza che lascia segno, aiuta a crescere.

Pulire, i valli le parti coperte che non lasciano intravedere la bellezza delle mura e dei luoghi che la compongono, ma anche per scorgere le prospettive della città da punti di vista nuovi perché poco noti. Non vi è cosa più rigenerante del far riscoprire agli abitanti la propria città, è meraviglia, ma anche azione di consapevolezza e responsabilità.
Valorizzare, con poco, con contenuti che siano rispettosi dell’architettura dei luoghi ed anche delle funzioni, là dove a volte è meglio il vuoto del pieno, che agisce come catalizzatore di sogni e amplifica la percezione dello spazio storico.
Alcuni sono veri sogni, a volte utopie, ma necessarie per ampliare il nostro sguardo sempre troppo piombato, altri sono veri e propri progetti realizzabili e fattibili; tutti comunque spunti per lavorare ad un progetto unico e coordinato della cinta magistrale, del parco delle mura e del letto fluviale, quel nostro fiume, l’Adige che chiude dall’altra parte questo apparato difensivo come se la mano dell’uomo avesse preso quella di Dio.
I progetti verranno esposti all’Ars Lab dell’Arsenale, lì, se avete voglia, potete cominciare a vedere come sarà la Verona del futuro.


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