Il futuro? Vuol dire essere pronti all’inedito
di Redazione | 18 Aprile 2018Dalla robotica all’intelligenza artificiale passando per ambiente e istruzione. Parlerà il lessico del futuro la 14esima edizione del Festival Biblico in programma dal 4 al 6 maggio.
La rassegna culturale sulle Sacre Scritture promossa da Diocesi di Vicenza e Società San Paolo, dal 3 al 27 maggio tornerà in alcune città e province del Veneto. Oltre 200 gli appuntamenti totali, una trentina quelli ospitati nella città scaligera che partecipa da sette anni al format. Verona taglierà il nastro il 4 maggio nella basilica di Sant’Anastasia con Mons. Timothy Verdon, direttore del Museo dell’opera di Firenze e storico dell’arte sacra. Tanti gli attori istituzionali coinvolti fino al sei maggio, tra cui spicca anche il polo universitario che ospiterà due dibattiti su temi di stretta attualità come il lavoro e la conservazione dell’ambiente.
E se esistesse la vita aliena? Nella rassegna spazio anche per interrogativi sfidanti. A rendere conto di come la questione extraterrestri possa accordarsi alla rivelazione cristiana arriveranno relatori persino da Boston. Difficile affrescare l’articolato programma che si snoderà in diversi luoghi della città con una preziosa anteprima, per la prima volta nella provincia gardesana, inaugurata il 20 aprile dall’alpinista Simone Moro. Una geografia spirituale che si nutrirà anche di un nuovo itinerario del progetto Verona Minor Hierusalem dal titolo Rinascere dalla Terra che sarà inaugurato proprio nei giorni della Kermesse.Il tema del futuro troverà con laboratori, spettacoli e conferenze le sue più diverse declinazioni. Non mancherà, per dirne una, l’ironia di Paolo Cevoli che inonderà di risate il Ristori con La Bibbia, il suo spettacolo dedicato ad una rilettura delle Sacre Scritture. Perché, e qui si può attingere al Nuovo Testamento, il futuro, come il tempo è il Kairo’s, ovvero prima di tutto un’occasione, un momento nato per essere riempito.
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