La cucina dei vicini (e di tutti gli altri) è sempre più buona
di Redazione | 12 Febbraio 2018Infinite ciotole colme di tutte le varianti di hummus che il nostro palato neanche credeva di meritare. Il sapore deciso della carne eritrea, lo yogurt onnipresente nella cucina bulgara.
Di Miryam Scandola
Non si va ad “Indovina chi viene a cena?” per incontrare un potenziale o futuro amore, si va per lasciarsi stupire dai sapori di Paesi lontani resi vicini dalla voce di chi li spiega: famiglie di origine straniera che risiedono a Verona. L’indirizzo della casa viene comunicato il giorno prima della cena. Nessuno può scegliere a quale tavolo finire. Ci si trova così catapultati nel regno dei piatti lituani, persi tra le pietanze della Repubblica Democratica del Congo oppure lì, a cercare di pronunciare con accento impossibile i nomi di certi cibi iraniani e srilankesi. 38 cene organizzate finora e 130 ospiti accolti nelle cucine intime di 28 famiglie per un totale di 27 nazionalità rappresentate.
Ad assaggiare mondi affascinanti e sconosciuti non si presentano solo i veronesi ma anche cittadini di origine straniera. Insomma, tra una polpetta di ceci e la foto del matrimonio che troneggia sulla credenza, si compie l’incipit di quelle politiche culturali dal basso, invocate ma non sempre praticate. Un progetto di relazione che sceglie il cibo come prima, piccola pietra per costruire architetture comunitarie complesse e necessarie. L’evento, nato a Torino nel 2011 grazie a Rete Italiana di Cultura Popolare e poi diffuso in altre città, è dal 2013 approdato a Verona con il sostegno dinNet Generation-Veronetta129, Mag e CookPad. Senza interruzioni, questo è il quinto anno di “Indovina chi viene a cena?”.
Si può già cerchiare il calendario per le prossime date: sabato 24 febbraio, sabato 24 marzo, sabato 28 aprile. Per partecipare basta prenotare il proprio posto entro dieci giorni dalla data scelta a info@veronetta129.it o al numero 3345291538. Il contributo per ogni cena è di 15 euro e verrà devoluto alle famiglie ospitanti.


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