Pagine per i grandi: “Il racconto dell’ancella”
di Redazione | 7 Settembre 2018
Titolo: Il racconto dell’ancella
Autrice: Margaret Atwood
Casa Editrice: Ponte alle Grazie
Traduzione: Camillo Pennati
Pagine: 400
IL LIBRO. Le hanno tolto persino il nome, perché alle donne, nella neonata Repubblica di Galaad, non è concesso avere niente di proprio che non sia un utero fecondo. Così Difred (nel senso di “proprietà di Fred”), come viene chiamata la protagonista del romanzo, è costretta a vivere nella parte che l’oscuro regime monoteocratico che governa l’America in questo futuro devastato dalle radiazioni atomiche ha affidato alle donne come lei: quella dell’Ancella, che a servizio del suo Comandante ha il solo e unico compito di garantire una discendenza all’élite dominante. È così che si realizza il controllo totale sul corpo femminile come arma principale per tenere a bada le masse: il futuro distopico che la Atwood dipinge in questo romanzo sembra avere molto da dire anche al nostro presente.
L’AUTRICE. Margaret Atwood è una poetessa, scrittrice e attivista ambientalista canadese. Tra le autrici di narrativa e di fantascienza più premiate, la Atwood è stata insignita anche del prestigioso Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco, mentre per Il racconto dell’ancella ha vinto, nel 1985, il Governor General’s Award. Nei suoi romanzi è spesso presente una visione distopica del futuro della civiltà occidentale, intrecciata alle questione femministe o ambientaliste, ma la sua narrativa non manca mai di spiragli ottimistici.
CURIOSITÀ. Dal romanzo è stata tratta una serie tv di grandissimo successo, prodotta da Hulu (in Italia è distribuita da Timvision), di cui sta andando in onda la seconda stagione. Premiata con ben otto statuette alla scorsa edizione degli Emmy Awards, gli “Oscar” delle serie tv, The Handmaid’s Tale, dal titolo originale del romanzo, è stata considerata la produzione televisiva rivelazione del 2017: perché, proprio nell’anno in cui il movimento #MeToo faceva capolino a Hollywood, ha messo in prima linea la violenza di genere, anche grazie a un cast femminile di grande rilievo. Alla sceneggiatura della serie ha collaborato anche la stessa Atwood.


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