Il tenore Panozzo: «Abbiamo bisogno di musica per essere più speranzosi verso il futuro»
di Redazione | 30 Novembre 2020È un concerto nato come inaugurazione, quello che si è tenuto lo scorso 23 settembre nella Kleine Michael Kirche di Amburgo. Precisamente l’inaugurazione dell’organo dedicato a Detlev Louis, storica azienda tedesca.
«Solitamente l’inaugurazione di un organo viene fatta con il repertorio adatto allo strumento – spiega il tenore Cosimo Panozzo – per cui un repertorio classico. In questo caso però ci è stato chiesto di utilizzare un repertorio che partisse dal classico, da Bach – il padre della musica classica – fino ad uno più moderno, con Freddie Mercury, “il papà del rock”».
Durante il concerto, spiega il tenore, «l’emozione è stata grande: con un team di musicisti ed esecutori italiani, volevamo far vedere cos’era l’Italia nel mondo. Ci siamo emozionati anche per il repertorio “spavaldo” e per gli arrangiamenti “particolari” che abbiamo realizzato, per pianoforte, violino e voce».
Nel team, oltre al tenore, all’organo il veronese Marcello Rossi Corradini, il pianista Luca Rasca, al violino Roberto Noferini e il direttore musicale Manolo Cagnin, di origini venete. La produzione esecutiva è a cura di Jutta Armstark, della CPA GmbH di Vienna.

A sostenere il progetto la famiglia tedesca Detlev Louis, operante nel settore motociclistico. Commenta Panozzo: «Desidero ricordare questo aspetto perché in un momento difficile, in cui le aziende hanno ben altri problemi, investire in un momento di gioia musicale – che unisce le persone e dà speranza – può essere un bellissimo messaggio da portare avanti, utile all’interno di qualsiasi sistema aziendale».
Non mancano i progetti futuri: un progetto con Mozart accompagnato al jazz, uno dedicato ad Hollywood e un altro ai più bei repertori italiani. Con una certezza: che oggi più che mai «c’è bisogno di musica live e dell’emozione unica che si crea», commenta Panozzo.
«Pur essendo un periodo difficile il pubblico ha fame di musica live e dobbiamo farlo sapere a tutti, perché abbiamo bisogno di musica per essere più speranzosi per il futuro», conclude il tenore Cosimo Panozzo.


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