Un viaggio emozionale a Palazzo Maffei
di Erika Prandi | 13 Aprile 2023Entrare nella Casa Museo di Palazzo Maffei è come fare un viaggio emozionale nella storia dell’arte occidentale (italiana soprattutto), a partire da quella romana fino ai giorni nostri con opere site specific di Sassolino, Nannucci, Dynys e Roosegaarde.
Lo splendido progetto museografico di Gabriella Belli è riuscito nell’intento di coniugare perfettamente l’antico con il contemporaneo (e viceversa) per offrire esperienze di visita che vanno oltre la semplice contemplazione dell’opera. È un percorso ragionato e ben strutturato che pone il visitatore davanti a inevitabili riflessioni e a continue suggestioni.
Le opere dialogano tra di loro e con lo spazio espositivo, che non è più solo mero contenitore, ma è diventato la trama di un raffinato ed elegante arazzo in cui ogni particolare è apprezzabile sia da solo che nell’insieme. La scelta dei colori delle sale si accosta sia al tema trattato che alla cromia delle opere scandendo il ritmo della visita e accompagnando il visitatore nella comprensione del progetto museale. Ovviamente non mancano pannelli informativi e didascalie, visivamente uniformati al supporto parietale.
Il primo piano ha uno sviluppo sia cronologico che tematico, il che consente di poter intervenire con una certa libertà sull’immaginaria linea temporale delle opere esposte, mentre il secondo piano è stato pensato per proporre riflessioni sull’uomo, la natura, il cosmo e la sostenibilità ambientale. Non c’è nulla di prevedibile e gli accostamenti apparentemente azzardati consentono di creare molto di più di quei corto circuiti emotivi (come li ha chiamati la curatrice) perché scuotono ogni certezza e convinzione.
Come il Concetto Spaziale di Lucio Fontana inserito tra la Crocefissione e la Resurrezione di Cristo tre-quattrocenteschi, oppure la Maternità di Arturo Martini tra i quadri di Badile, Liberale da Verona e Bonsignori. Alcune visioni prospettiche consentono felici accordi emotivi in cui anche l’illuminazione è ben calibrata. Luigi Carlon ha saputo creare una collezione indimenticabile.


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