Donne in movimento, diritti in evoluzione
di Rosa di Cagno | 7 Marzo 2024Nel 1909 nasce negli Stati Uniti, da una serie di manifestazioni in favore del diritto di voto delle donne, il “Women’s Day”. Da quell’anno in poi, le manifestazioni a favore dei diritti delle donne si estesero anche in molti paesi europei, tra cui anche l’Italia.
A Verona, dal 2017, è presente il movimento “Non Una di Meno”, che si occupa di dare voce e supporto alle donne vittime di violenza di genere, grazie al quale è nato, nel 2020, lo sportello “Io ti credo”, contro la violenza di genere e le discriminazioni sul lavoro, a cui ci si può rivolgere attraverso le pagine social del movimento veronese e la mail dedicata.
«Lo sportello cerca di dare delle risposte attraverso la sorellanza facendo emergere tutte quelle situazioni di violenze “grigie” che difficilmente vengono nominate e prese in carico» afferma Ele, membro del movimento, raccontando che l’idea «era proprio di aiutare a riconoscere e collettivizzare l’esperienza di violenza di genere offrendo anche un supporto legale ma senza andare a sostituirci ai servizi già esistenti o al supporto psicologico».
Tra i casi di violenza più nota, il gruppo veronese denuncia diversi casi di violenza intrafamiliare sia fisica che psicologica ma anche economica quando sono presenti dei minori.
«Abbiamo avuto diversi casi di stalking, che hanno avuto in parte ripercussioni anche negli ambienti lavorativi, come la diffusione non consensuale di materiale intimo; ma anche casi di discriminazioni sul lavoro, tra cui mobbing, sfruttamento, umiliazione e tentativi di adescamento a colloqui di lavoro – racconta il gruppo -. Per fermare la violenza serve un lavoro di educazione capillare e permanente, che parta dal nido e che coinvolga tutti gli ambiti della vita per ripensare insieme ad un’educazione alle relazioni e al consenso e sradicare la cultura della sopraffazione».


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