Giovanni Novella

Giovanni Novella: «Non abbiate paura dell’urologo: se c’è un segnale, fatevi visitare»

di Claudio Capitini | 13 Febbraio 2026

Il 65% degli uomini non si è mai sottoposto a una visita urologica o andrologica. Un dato che fotografa una resistenza culturale profonda, fatta di tabù, imbarazzo e di una tendenza tutta maschile a ritenersi sempre in buona salute. Eppure, giocare d’anticipo è vitale: trascurare certi sintomi oggi può significare affrontare complicazioni serie domani. Ospite di Verona Salute su Radio Adige TV, il dottor Giovanni Novella, direttore dell’Unità di Urologia dell’Ospedale Fracastoro di San Bonifacio (AULSS 9), ci aiuta a fare chiarezza su come prevenire e affrontare con serenità le patologie urologiche.

Come si definisce l’urologia? 

È la branca medica che studia le patologie dell’apparato urinario maschile e femminile e genitale maschile. Si occupa di disturbi funzionali, organici o tumorali a carico di reni, vescica, prostata, testicoli e pene.

Perché gli uomini evitano l’urologo?

Il 65% degli uomini non ha mai effettuato una visita urologica. Il freno principale è il timore del disagio legato all’esplorazione rettale e alla visita prostatica. Questo tabù, unito alla tendenza maschile a percepirsi sempre in salute, allontana dai regolari e necessari controlli di prevenzione.

Cosa comporta una diagnosi tardiva?

Gli effetti cambiano con l’età. Nei giovani, il ritardo può compromettere la fertilità o la cura del tumore al testicolo, che se preso in tempo guarisce nel 95% dei casi. Per l’uomo adulto, invece, i rischi riguardano soprattutto la prostata: dopo i 50 anni, questo tumore è il primo per incidenza (20%) e la terza causa di mortalità maschile.  Autopalpazione e controlli biennali sono quindi essenziali, anche in assenza di sintomi.

Quali sono i segnali da monitorare?

Interrompere il sonno almeno due volte per notte è un segnale patologico che richiede accertamenti. Non è sempre un problema di prostata perché anche diabete, ipertensione e disturbi metabolici possono aumentare la produzione di liquidi notturni. È fondamentale distinguere queste cause per una diagnosi corretta.

Quali sono le principali complicanze della chirurgia prostatica e come vengono gestite?

Le criticità maggiori sono l’incontinenza urinaria e la disfunzione erettile. Per l’incontinenza il disturbo interessa oggi solo il 10-15% dei casi e tende a risolversi entro 24 mesi. Per la funzione erettile, il successo del recupero si attesta intorno all’80-85% con conservazione bilaterale dei nervi e al 50-60% con quella monolaterale, ricorrendo a supporti medici. Nei casi più avanzati, si ricorre alla chirurgia protesica.

Perché la prostata si ingrossa?

Il colpevole principale è l’età: con il passare degli anni cambia l’equilibrio tra testosterone ed estrogeni, stimolando la crescita della ghiandola. Non è però solo una questione di anni: contano anche la genetica, la troppa pigrizia, il ciclismo a livelli agonistici e le prostatiti, ovvero infiammazioni che la fanno gonfiare causando i classici problemi quando si va in bagno.

Cos’è il varicocele e perché va curato?

Si tratta di una dilatazione anomala delle vene dello scroto. Accade spesso nei ragazzi sportivi, come chi pratica pesistica o atletica, a causa di una particolare predisposizione anatomica che, sotto sforzo, fa gonfiare queste vene. L’ingrossamento aumenta la temperatura dei testicoli, danneggiando la qualità, il numero e la mobilità degli spermatozoi; in certi casi, il testicolo può addirittura rimpicciolirsi. La diagnosi precoce è la chiave: oggi l’intervento è rapido e quasi sempre ambulatoriale. Basta una piccola incisione per chiudere la vena malata con un agente specifico, risolvendo il problema in modo semplice.

Quali stili di vita aiutano a prevenire le patologie urologiche?

È fondamentale praticare attività fisica regolare, almeno 150 minuti a settimana, e seguire un’alimentazione corretta: meno grassi e carni rosse, più pesce, frutta e verdura. Sotto il profilo delle abitudini, occorre evitare di trattenere l’urina troppo a lungo, rischio comune nei lavori sedentari, per non compromettere la funzionalità della vescica. Infine, è consigliabile curare l’igiene intima e urinare dopo i rapporti sessuali per prevenire infezioni.