Bad Bunny al Super Bowl: uno show in spagnolo tra musica e politica
di Redazione | 9 Febbraio 2026Il palcoscenico del Super Bowl 2026 ha segnato una novità assoluta nella storia dell’evento. Per la prima volta, lo spettacolo dell’intervallo è stato recitato e cantato interamente in lingua spagnola. Protagonista è stato Bad Bunny, che in poco più di quindici minuti ha trasformato la finale del campionato di football americano in un racconto dedicato alla cultura portoricana.
L’esibizione si è aperta con una scenografia fortemente simbolica: un campo di canna da zucchero popolato dai jíbaros, i contadini tradizionali dell’isola. Bad Bunny ha eseguito alcuni dei suoi brani più noti, tra cui “Tití Me Preguntó” e “Yo Perreo Sola”, presentandosi poi al pubblico in spagnolo: «Mi chiamo Benito Antonio Martínez Ocasio, e se sono qui oggi al Super Bowl è perché non ho mai smesso di credere in me stesso».
Ospiti e riferimenti culturali
Lo show non si è limitato a una performance solista. Sul palco è entrata anche Lady Gaga, coinvolta in una scenografia ambientata durante un finto ricevimento di nozze. Nel corso dell’esibizione si è esibito anche Ricky Martin, affiancando Bad Bunny in uno dei momenti più riconoscibili dello spettacolo.
Tra i ballerini sono apparse diverse celebrità, tra cui Pedro Pascal, Cardi B e Jessica Alba. La coreografia si è poi trasformata in una festa di quartiere, ispirata alle case popolari di Porto Rico, con brani tratti dall’album Debí tirar más fotos, pubblicato nel 2025.
L’esibizione ha alternato momenti di celebrazione musicale e richiami alla memoria collettiva latina. Bad Bunny ha omaggiato la storia del reggaeton con un frammento di “Gasolina” di Daddy Yankee, per poi eseguire “El Apagón”, brano che richiama i blackout e le difficoltà vissute dall’isola dopo il passaggio dell’uragano Maria. Sullo sfondo, i jíbaros arrampicati sui pali elettrici danneggiati hanno rafforzato il riferimento alle criticità infrastrutturali di Porto Rico.
Le reazioni e le polemiche
Il finale dello show ha segnato il passaggio all’inglese con la frase «God bless America», seguita dall’elenco di numerosi Paesi del continente americano. Sul maxischermo è comparsa la scritta «L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore», contribuendo ad alimentare il dibattito attorno al significato politico dell’esibizione.
Di segno opposto il commento di Donald Trump, che sui social ha definito lo spettacolo «terribile», criticando l’uso esclusivo della lingua spagnola e le coreografie. Le sue parole hanno acceso la discussione su uno degli Halftime Show più discussi degli ultimi anni, accostato da diversi osservatori a quelli più memorabili del passato, come l’esibizione di Prince nel 2007.


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