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Cerimonia di apertura Milano Cortina 2026: la notte delle “imprecisioni”

di Redazione | 7 Febbraio 2026

Al netto della serata di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che si è svolta ieri sera allo stadio di San Siro, possiamo dire che ad andare in scena è stata davvero l’Italia migliore: quella creativa, innovativa e unita. Non si può dire lo stesso, però, della telecronaca Rai, che ha “inciampato” talmente tante volte, da offuscare il successo della cerimonia.

Sui social, infatti, la scena si è capovolta: invece di commentare la regia, la musica e le coreografie, migliaia di spettatori hanno iniziato a “commentare” i telecronisti. La lista delle gaffe, rimbalzata tra clip, meme e indignazione, è cresciuta a ogni blocco di collegamento. A guidare il trio Rai – con Fabio Genovesi e Stefania Belmondo al fianco – c’era Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, catapultato al microfono a ridosso dell’evento dopo il cambio in corsa con Auro Bulbarelli.

Le gaffe della serata

L’apertura è stata di quelle che in diretta pesano come un macigno: “Buonasera dallo stadio Olimpico”. Peccato che lo scenario fosse San Siro. La correzione è arrivata quasi subito, ma il danno era fatto.

Il momento più virale della serata è arrivato quando in campo è comparsa Matilda De Angelis: per qualche secondo, però, la telecronaca l’ha “promossa” a ospite internazionale, annunciandola come Mariah Carey. Dopo un eloquente silenzio, il tentativo di rimettere insieme i pezzi. Come se non bastasse, nella scia della correzione è comparsa anche un’ulteriore imprecisione sul nome (“Matilde” invece di “Matilda”), dettaglio che, preso da solo, sarebbe rimasto tale. In una serata già “complicata”, è stato invece interpretato come un altro tassello dello stesso quadro: poca preparazione e troppa improvvisazione.

Se le gaffe pop fanno sorridere, quelle istituzionali tendono a far rumore. In una delle inquadrature più delicate, accanto al presidente Sergio Mattarella è stata confusa la presidente del CIO Kirsty Coventry con la figlia del Capo dello Stato, Laura. Un errore che, in un evento dove il cerimoniale è parte della sceneggiatura, ha avuto un peso specifico diverso: non solo una svista, ma un corto circuito di ruoli e simboli.

Tedofori “invisibili” e campioni non riconosciuti

Un altro capitolo riguarda il racconto sportivo. Tra i tedofori e i protagonisti in scena, la telecronaca è stata accusata di non riconoscere (o non valorizzare) diversi nomi, citandone solo alcuni e lasciandone altri senza contesto. Il caso più commentato è quello legato al volley: riconoscimenti a singhiozzo, con reazioni social degli stessi atleti finite a loro volta nel frullatore della serata.

Omissioni, stereotipi e “buco” sul messaggio di pace

La polemica, però, non si è fermata al gioco degli scambi e delle sviste. In particolare, durante la sfilata delle delegazioni, sono state contestate frasi zeppe di luoghi comuni: i brasiliani che “hanno la danza nel sangue”, gli africani che usano “i riti voodoo” e tanto altro. E poi c’è il capitolo delle omissioni: secondo molte critiche, alcuni passaggi più sensibili – dall’accoglienza rumorosa riservata a figure politiche in tribuna fino ai momenti performativi più “carichi” di significato – sarebbero stati gestiti con imbarazzo o, semplicemente, saltati. Tra quelli più clamorosi, la recita della poesia di Gianni Rodari fatta dal rapper Ghali, che non è mai stato citato dalla telecronaca.

L’intervento dell’Usigrai

Quando la discussione arriva nelle note ufficiali, significa che l’incidente non è più solo televisivo. Ed è ciò che è successo con l’intervento dell’Usigrai, che ha attaccato duramente la gestione della telecronaca e, più in generale, la scelta del commento per l’appuntamento più esposto dell’anno sportivo italiano.