La moda olimpica di Milano Cortina 2026 tra stile, identità e cultura
di Redazione | 6 Febbraio 2026Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’attenzione del pubblico non si concentra soltanto sulle discipline sportive e sulle sfide per il podio. Come da tradizione, anche le divise ufficiali delle delegazioni assumono un ruolo centrale, trasformandosi in veri e propri strumenti di racconto identitario, capaci di fondere sport, cultura e stile. Sui social alcune divise hanno già “fatto centro”.
Italia: sobrietà e raffinatezza
Per la delegazione italiana, la scelta è caduta su un’estetica essenziale e sofisticata firmata, come sempre, da Emporio Armani. Le divise ufficiali si distinguono per una palette dominata dal bianco, colore che richiama i paesaggi innevati e l’idea di purezza formale. I capi, pensati per coniugare performance e stile, alternano linee pulite a dettagli discreti che richiamano il tricolore, evitando eccessi cromatici.

Stati Uniti: il fascino del classicismo rivisitato
La delegazione statunitense ha puntato su una reinterpretazione moderna del proprio immaginario nazionale, a firma di Ralph Lauren. Le uniformi combinano suggestioni vintage e materiali contemporanei, con cappotti strutturati, maglie iconiche e capi tecnici pensati per affrontare le temperature invernali. Il rosso, il bianco e il blu restano protagonisti, declinati però in una chiave più sartoriale.

Mongolia: tradizione come dichiarazione di stile
Tra le delegazioni più attese e riconoscibili, quella mongola si distingue per una scelta fortemente identitaria. Le divise, create dal brand Goyol Cashmere, si ispirano all’abbigliamento tradizionale del Paese, con tuniche in tessuti pregiati e decorazioni simboliche che richiamano la storia nomade delle steppe. I colori intensi e gli accessori tradizionali trasformano l’uniforme olimpica in un manifesto culturale.

Canada: energia, funzionalità e orgoglio nazionale
Il Canada ha optato per una proposta che unisce comfort, innovazione e identità visiva. Le divise, disegnate da Lululemon, celebrano i simboli nazionali (come la foglia d’acero) attraverso l’uso deciso del rosso e di grafiche essenziali, pensate non solo per gli atleti ma anche per dialogare con il pubblico e i tifosi.

Europa del Nord e Francia: performance e sostenibilità
Altre delegazioni europee hanno scelto di concentrarsi su materiali tecnici e attenzione all’ambiente, con capi pensati per resistere a condizioni climatiche estreme senza rinunciare al design. Le linee sono pulite, i colori spesso ispirati ai paesaggi naturali, mentre la funzionalità rimane al centro del progetto. La Francia, in particolare, con Le Coq Sportif, ha sviluppato più linee di abbigliamento per rispondere alle diverse esigenze degli atleti, dal villaggio olimpico alle cerimonie ufficiali.

Haiti: identità culturale oltre i confini dello sport invernale
Le divise olimpiche di Haiti, firmate dalla stilista Stella Jean, si distinguono per un approccio che porta la moda come racconto culturale dentro l’universo sportivo. I capi valorizzano i colori della bandiera haitiana e motivi ispirati all’artigianato locale, trasformando l’uniforme in un manifesto identitario.



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