«Tutto è cambiato, niente è davvero cambiato»
di Redazione | 15 Maggio 2020Abbiamo vissuto due mesi di sottrazioni. Chi ha attraversato laceranti perdite ma anche chi ha solo sofferto nel guardare le panchine sequestrate dalle ordinanze. Ogni cosa è stata scompaginata, la sceneggiatura del prima non esiste più. Servono bussole per avventurarsi nel dopo. Back to the future è un ebook scaricabile gratuitamente che contiene tutte le esperienze, difformi ma amalgamate, di ciò che ci è accaduto. Un vademecum senza intenti prescrittivi, solo riflessivi, che spinge a ragionare sulla nuova normalità, portandoci tutto quello che ha senso portarci, come faceva Calvino con le sue parole (e le sue Lezioni Americane).

Per esempio, la credibilità che è «legata al sapersi mostrare vulnerabili: ti credo se riconosci gli errori e non nascondi i tuoi limiti». Ma pure, finalmente, l’autenticità. A questo dedica il suo contributo la veronese Passamonti che, insieme ad Alessandro Garofalo, è l’unica veneta presente nel progetto firmato da Be Unsocial. «Un ruotare vorticoso in cui le cose essenziali sono ferme» così la cofondatrice dell’agenzia di comunicazione Pensiero Visibile tratteggia le settimane che abbiamo attraversato. L’eredità? «Abbiamo capito finalmente che non c’è altro modo di fare comunicazione, ma forse nemmeno di vivere, che quello in cui l’essere umano è l’unico riferimento di senso, e da lì tutto il resto segue».
Addio al marketing aggressivo che tradisce tutto il suo nulla. Chi compra, chi sceglie, chi clicca è una persona e, in quanto tale, merita una comunicazione autentica.

C’è anche altro in questo volume a 44 voci. Ci sono dichiarazioni di interdipendenza da Internet, l’urbanistica post-pandemica immaginata come una barriera corallina dove persone, acqua, energia, cibo e natura hanno imparato a cooperare. Ci siamo noi che compreremo tante pantofole ma leggeremo solo poesie. E poi altre speranze ancora.
Tra le domande formulate come slogan e le risposte pronte, forse impareremo ad introdurre l’incertezza che chiede complessità e dialogo.
«Ma non aspettatevi troppo dalla fine del mondo» chiosa un altro scritto della raccolta. I disastri, come la pandemia, nella loro portata radicale estremizzano ciò che era già in atto. Nel male certo, ma per fortuna anche nel bene.
«Chi viveva di idee e del proprio coraggio, vivrà magari il migliore dei momenti».


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