L’arte che si nasconde nei nostri cimiteri
di Redazione | 11 Marzo 2020Nella tradizione figurativa veronese si inserisce anche un tipo di arte scultorea che ha avuto una sua importanza, poi dimenticata e ora ritornata sotto i giusti riflettori. Sto parlando delle statue commemorative situate nel cimitero monumentale cittadino realizzato su progetto di quello stesso Giuseppe Barbieri a cui è intitolato il palazzo comunale (progettato sempre da lui). L’occasione per approfondire l’argomento è data dall’Associazione Culturale Mario Salazzari che, in collaborazione con Agec, ha realizzato dei volumi (acquistabili al bookshop della Torre dei Lamberti) e un portale on line. Alla guida Il Cimitero Monumentale di Verona curato da Maddalena Basso e Camilla Bertoni è seguita una collana di monografie curata sempre dalla Bertoni: Ruperto Banterle. 1889-1968 e le ultime due presentate il dicembre scorso, Mario Salazzari – opere pubbliche e per la memoria e la ristampa ampliata de Gli Spazzi – una lunga dinastia di artisti 1380/1936. Oltre a questi si sono aggiunti due depliant che forniscono informazioni essenziali ed esaustive sul cimitero e le sculture presenti in città di quegli artisti legati in qualche modo ad esso.
L’ARTE DI TRATTENERE, DI RICORDARE
Il prossimo in uscita sarà su un itinerario delle opere di Ugo Zannoni (la più celebre della quale è Dante collocata in piazza dei Signori) che quest’anno sarà celebrato anche con una mostra alla Gam. L’interesse che suscita questo tema, in primis nei promotori delle iniziative, «è legato alla cultura del luogo e alla trasmissione della memoria delle persone» rivela Bertoni. «Il cimitero – continua – riflette la società del tempo però restituisce la possibilità di elevazione sociale che si nota in tante sculture commemorative di uomini che si sono fatti da sé». Diversamente da quanto accadeva, a partire dal XIV secolo, per le sepolture nei luoghi ecclesiastici, appannaggio dell’élite nobiliare cittadina. Ancora oggi si possono ammirare molti di questi monumenti funebri di cui, purtroppo, a volte, poco si conosce del costruttore. Il pregio dei volumi dell’associazione è di far conoscere gli artisti e le storie che si celano dietro alle loro opere. Per tramandare alle generazioni future e non dimenticare.


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