Barbara Begnini e Roberto Caliari - clowndottori Il sorriso arriva subito (8)

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

di Claudio Capitini | 28 Gennaio 2026

Da oltre dieci anni, negli ospedali di Verona e provincia, l’associazione Il sorriso arriva subito affianca le cure mediche con un’attenzione diversa, fatta di ascolto, rispetto e sorrisi. Attraverso la clownterapia, contribuisce a rendere la degenza meno pesante a pazienti di tutte le età, trasformando il tempo della cura in un’esperienza più leggera e umana. Ospiti di Verona Salute su Radio Adige TV, Barbara Begnini e Roberto Caliari, cofondatrice e presidente dell’associazione, raccontano il percorso di una realtà capace di cambiare la vita dei pazienti ma anche dei volontari che scelgono di indossare il naso rosso. Ispirata al pensiero di Patch Adams, l’associazione opera nei reparti di pediatria, geriatria e oncoematologia, affiancando lo staff sanitario e dimostrando come il buonumore possa migliorare la qualità della degenza.

Come è nata l’associazione “Il sorriso arriva subito”?

Barbara Begnini: L’associazione è nata nel luglio 2015 dall’iniziativa di dieci cofondatori, tutti già attivi in altre realtà associative della provincia di Verona. Per ritrovarci e condividere un percorso comune abbiamo iniziato con un primo corso al Centro Camilliano di Formazione di Verona, perché crediamo profondamente nell’importanza della formazione. Volevamo creare un’associazione fondata proprio su questo principio: arrivare in ospedale già preparati, senza improvvisare. Una convinzione condivisa da tutti e dieci, che ci ha spinto a dare vita a questa esperienza.

Perché la formazione è così importante per un clown dottore?

B.: La formazione è fondamentale perché ci dà gli strumenti per affrontare ogni stanza d’ospedale. Quando apri una porta non sai mai cosa troverai: persone che stanno vivendo un momento di sofferenza, per la malattia propria o di un familiare. In questi contesti l’approccio è tutto. Non basta entrare con un sorriso o con l’energia del clown: serve attenzione, rispetto e sensibilità. Per questo bussiamo sempre, chiediamo il permesso di entrare e solo se ci viene dato proseguiamo.

Quali sono i prerequisiti per diventare clown dottore?

B: Prima di tutto avere un cuore che batte, ma che batte veramente. Poi serve la volontà di donare il proprio tempo e, soprattutto, mettersi in gioco. Non sono richieste abilità particolari: per questo proponiamo un corso base di cinque mesi, ogni venerdì sera. La formazione è lunga e approfondita, perché prima di entrare in contesti delicati come ospedali o case di riposo è fondamentale essere preparati. I nuovi clown non vengono mai lasciati soli e affrontano un percorso graduale. Proprio per questo è necessaria molta buona volontà: senza una vera motivazione, lungo un percorso così impegnativo ci si perde.

Cosa fate concretamente quando entrate nelle stanze dei pazienti?

Roberto Caliari: Iniziamo spesso con cose semplici, come i palloncini, per poi passare a tecniche più articolate come le marionette e i piccoli trucchi di magia, tutte competenze che vengono affrontate nel percorso formativo. Ma più delle tecniche conta la relazione, il dialogo che si crea.

B: Sì, prima di tutto c’è l’ascolto. Entrare in una stanza significa saperla “ascoltare”: è il punto di partenza di ogni intervento.

Come funziona la formazione all’interno dell’associazione?

B: Ci sono i cinque mesi del corso base, ma poi la formazione prosegue con incontri mensili obbligatori. È un percorso di scambio continuo: imparano i nuovi arrivati, ma anche chi fa parte dell’associazione fin dall’inizio, perché siamo tutti sullo stesso piano. Alla formazione partecipano professionisti diversi come psicologi, medici, psichiatri, maghi ed esperti di animazione per bambini, che offrono ogni volta nuovi strumenti e punti di vista. Gli incontri si svolgono tutto l’anno, escluso agosto, e la presenza è un dovere fondamentale: chi salta due appuntamenti consecutivi non può svolgere servizio finché non recupera la formazione. È una forma di rispetto e una garanzia di preparazione, necessaria per affrontare ogni stanza e anche l’imprevisto.

Cosa vi ha portato a fare del volontariato gratuito?

R.: Il volontariato spesso nasce osservando gli altri: vedi il bene che fa e la felicità di chi lo vive, e ti chiedi perché lo facciano. La risposta arriva praticandolo: perché è bello, motiva e regala gioia. E il sorriso che doni agli altri, inevitabilmente, torna anche a te.

Il sorriso può davvero essere una medicina?

B.: Sì, lo vediamo ogni giorno e ce lo confermano anche i medici con cui ci confrontiamo. Alcuni primari ci dicono chiaramente che il nostro intervento è “una medicina, come le medicine”. Perché il sorriso aiuta a sollevare il morale e a donare serenità. Non sempre ci si riesce, è vero, ma anche il solo tentativo ha un valore enorme.

Come ha cambiato le vostre vite la clownterapia?

B.: Andare in ospedale e vedere le persone sorridere mi restituisce più di quanto io dia. Il volontariato mi ha arricchito profondamente e mi ha fatto scoprire quanto il donare faccia stare bene.

R.: Quando fai il clown, in corsia e fuori, non lo togli più: te lo porti a casa e impari a vivere meglio. Cambiano le priorità, cambia lo sguardo sulla vita. Io faccio il programmatore, un mondo apparentemente lontano, eppure la clownterapia ha trasformato anche il mio modo di relazionarmi al lavoro e alle persone.

Come si sostiene economicamente l’associazione?

B.: A sostenerci ci sono aziende che credono nel nostro progetto, famiglie che fanno donazioni e il contributo del cinque per mille, che per noi è fondamentale. Inoltre, ogni anno a maggio partecipiamo alla Giornata del Naso Rosso, l’unica occasione nazionale in cui possiamo raccogliere fondi nelle piazze di tutta Italia.

R.: C’è da dire che oggi la fiducia è sempre più difficile da conquistare: le persone sono comprensibilmente diffidenti e far capire che si sta sostenendo una causa autentica non è semplice. Per questo organizziamo anche attività come feste di compleanno e matrimoni, dove proponiamo truccabimbi, palloncini e giochi, e partecipiamo a fiere ed eventi con i nostri stand.