Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»
di Claudio Capitini | 30 Gennaio 2026Il benessere non è una semplice assenza di malattia, ma un equilibrio dinamico tra corpo e mente che si costruisce quotidianamente attraverso sani stili di vita. In un’epoca segnata da una crescente sedentarietà e dall’aumento delle patologie croniche, il movimento si conferma come il pilastro fondamentale per garantire non solo la salute individuale, ma anche la tenuta del sistema sanitario nazionale. Ospiti della trasmissione Verona Salute su Radio Adige TV, il dottor Giampaolo Fraccaroli, direttore dell’Unità Operativa Attività Motoria dell’ULSS 9 Scaligera e specialista in cardiologia e medicina dello sport, insieme al dottor Roberto Zanon, medico dello sport della stessa Unità, hanno analizzato il ruolo fondamentale dell’attività fisica nella promozione del benessere, spiegando come il movimento possa diventare una vera e propria terapia complementare alle cure tradizionali.
Di cosa si occupa l’Unità di Attività Motoria dell’ULSS 9?
Giampaolo Fraccaroli: La nostra Unità è nata nel 2018 per unificare i servizi di medicina dello sport in un’unica struttura dedicata alle certificazioni agonistiche. Il nostro impegno principale riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): offriamo gratuitamente la visita medico-sportiva a tutti i ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, purché la società sportiva di appartenenza sia iscritta al CONI. La nostra sede operativa principale si trova presso l’ospedale di Bussolengo.
Quanto è importante l’attività fisica?
G: Dal punto di vista medico, l’attività fisica è indispensabile. L’immobilità è altamente rischiosa: in una sola settimana un paziente allettato può perdere fino al 10% della massa magra, compromettendo postura e autonomia. Movimento e corretta alimentazione sono fondamentali a ogni età. In generale, l’attività fisica migliora l’efficienza degli organi fino al 30%, con benefici non solo sul corpo ma anche sulla mente, aumentando concentrazione e produttività.
Quali accortezze bisogna avere prima di iniziare a praticare sport?
Roberto Zanon: Sicurezza e salute vengono prima di tutto. Sono fondamentali una corretta idratazione, un’alimentazione adeguata, l’abbigliamento giusto e una preparazione fisica progressiva, evitando improvvisazioni tipiche degli “atleti della domenica”. È sempre consigliata una valutazione medica, anche per attività amatoriali come corsa o nuoto: attraverso l’anamnesi, il medico sportivo può individuare fattori di rischio, soprattutto cardiovascolari, e rendere l’attività fisica davvero sicura ed efficace.
Quali fattori possono aiutare una persona sedentaria a diventare più attiva?
G: Il cambiamento avviene grazie a “facilitatori” come aree verdi, piste ciclabili e attività scolastiche. Le amministrazioni hanno un ruolo chiave nel promuovere il concetto di One Health, inteso come benessere globale. In città sempre più urbanizzate, come Verona, è fondamentale una progettazione che bilanci turismo e qualità della vita, offrendo spazi verdi e luoghi di socialità. Solo così si favorisce davvero uno stile di vita attivo.
In cosa consiste la certificazione per l’idoneità agonistica?
R: Il protocollo include la misurazione di peso e statura, esame delle urine, test visivo, spirometria ed elettrocardiogramma a riposo, sotto sforzo e in fase di recupero. Il nostro centro è attrezzato anche per esami cardiologici di secondo livello, garantendo una tutela completa della salute. Grazie a questo rigoroso sistema di prevenzione, l’Italia ha ridotto le morti improvvise nello sport di circa il 90%, diventando un vero modello da seguire. In assenza della medicina scolastica o di leva, questa visita rappresenta spesso il primo vero check-up completo per un giovane.
Qual’è la differenza tra sport e attività fisica?
R: Lo sport è praticato dall’atleta, ovvero colui che si allena costantemente per partecipare a gare ufficiali. Possiamo distinguere tra l’atleta d’élite (oltre 10 ore di allenamento settimanali), l’agonista (dalle 6 alle 10 ore) e l’amatoriale (dalle 4 alle 6 ore). L’attività fisica, invece, è libera e non competitiva, come andare in palestra o correre, e non richiede certificazioni obbligatorie. Tuttavia, anche in ambito non agonistico è sempre consigliato un controllo medico per valutare il rischio cardiovascolare.
Esiste uno sport più sano di altri?
R: Non esiste uno sport “ideale” in assoluto, ma sono preferibili le discipline che combinano attività aerobica, forza e flessibilità. Un ottimo esempio è il nuoto: coinvolge tutto il corpo, ha un basso impatto articolare e garantisce un’eccellente performance cardio-respiratoria. Anche attività come lo yoga o il tai-chi sono preziose, poiché integrano equilibrio e forza, promuovendo il benessere psicofisico.
Quanto è importante l’esercizio fisico nel supporto a una terapia medica?
G: È fondamentale, e non per opinione ma per evidenza scientifica. Superata la fase acuta, l’esercizio deve affiancare la terapia farmacologica. Il medico sportivo ha un ruolo centrale nel prescriverlo in modo mirato, definendo modalità e durata, come un vero farmaco. L’attività fisica strutturata ha la dignità di un vero e proprio farmaco. Anzi, devo dire che in trent’anni di esperienza in cardiologia, non ho mai trovato un farmaco tradizionale capace di agire simultaneamente su tutte le componenti dell’organismo con la stessa efficacia. Il futuro del sistema sanitario passerà inevitabilmente da questo approccio, superando una cultura basata esclusivamente sull’emergenza e sul ricovero ospedaliero, per renderlo più sostenibile.


In Evidenza
Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»

Francesco Moser: «La bicicletta? L’ho sempre vista come la vanga o la roncola»

Il grammofono de “La vita è bella” suona al Museo della Radio per il Giorno della Memoria


