Linea Terra Acqua: perdersi nel labirinto per ritrovarsi nella natura
di Redazione | 3 Luglio 2019Torna con la terza edizione il progetto “Linea terra acqua – Parco di Arte e Natura” promosso dall’Accademia di Belle Arti di Verona. Quest’anno è il parco di Villa Buri a diventare un museo a cielo aperto, accogliendo le istallazioni fino al 28 settembre.
“Linea Terra Acqua” è una riflessione sul campo sulla relazione tra l’uomo e la natura e gli equilibri che questi due poli assumono nel dibattito contemporaneo. Un’indagine che quest’anno pone al centro il tema del labirinto. Una tematica che viene da lontano, dalla mitologia classica, ma che gli studenti dell’Accademia hanno interpretato in chiave contemporanea.
Come nelle precedenti edizioni, prima una fase dedicata alla didattica, successivamente lo sviluppo dei progetti. Alla fine sono state sette le opere selezionate, a fronte di quarantacinque partecipanti. Si crea così un percorso espositivo che offre varie e differenti visioni attorno al tema del labirinto.
A dare il via alle istallazioni c’è “Impronta” di Giorgia Sorrentino ispirata al labirinto delle nostre impronte digitali, che chiede al visitatore di interagire lasciando la propria impronta all’interno dell’opera. Davide Bontempi crea invece un nuovo labirinto segmentando una poesia da lui scritta e dedicata ad Arianna. Ogni parola, incisa su tavolette di terracotta, è ancorata al tronco di un albero e solo esplorando si può tentare di ricostruire il testo originario. C’è poi chi, come Jennifer Taufer, ha voluto riprodurre il labirinto come forma atomica dell’orecchio e chi, come Ehsan Shayeg, artista iraniano, lo interpreta come un grande deserto.
Non mancano gli omaggi al territorio con la ripresa del labirinto di Giardino Giusti, come l’installazione “Light and Shadow” di Linda Simoni. Gaia Serafini, con la sua “Vertical Way” riproduce invece come labirinto verticale le sezioni concentriche di un albero. Il percorso si chiude con il “Tunnel” di Francesco Lasala che destruttura il concetto di labirinto riducendolo alla sua essenza di unico corridoio privo di ostacoli.
Tutte installazioni che obbligano il fruitore ad attraversare la natura, non solo fisicamente ma con forti implicazioni emozionali. Un percorso da affrontare con la volontà di perdersi nel labirinto per ritrovare poi la strada nella natura.
La mostra, inaugurata il 23 giugno 2019, rimarrà nel parco di Villa Buri fino al 28 settembre. La si può “sperimentare” gratuitamente ogni giorno dalle 9.00 alle 20.00.


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