In carcere le storie e le difficoltà delle donne migranti
di Redazione | 3 Maggio 2019Tratto dal romanzo “Io sono con te” di Melania Mazzucco, lo spettacolo teatrale di Paola Tacchella e Lia Peretti è andato in scena martedì 30 aprile in carcere per dire che “ogni persona non è la fotografia del momento in cui la si osserva, ma ha un passato che va capito”
E’ una storia vera e più che mai attuale, quella raccontata dalla giornalista Melania Mazzucco nel libro “Io sono con te”. Una vicenda che ha come protagonista una donna congolese che dopo aver perso tutto nel suo Paese, tenta di ricostruire la propria esistenza in Italia. E dal testo scritto alla rappresentazione teatrale il passo è breve. A portarlo in scena, nel contesto della sezione femminile del Carcere di Montorio, sono state le due insegnanti Paola Tacchella e Lia Peretti, che con questo lavoro hanno voluto ricordare che chi arriva in Italia ha una storia alle spalle. Una storia che spesso parla di violenza ed oppressione.
Brigitte Zebè ora vive in Italia, e nel lbro, come nella rappresentazione andata in scena lo scorso martedì 30 aprile in carcere, si racconta il suo percorso di inserimento e le difficoltà che una donna si trova a vivere una volta arrivata nel nostro Paese.
L’evento è stato inserito nel più ampio progetto “Con lo sguardo “di dentro”: Matera, capitale europea della cultura. Diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della comunità.


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