Edoardo Rialti: il Trono ha un nuovo traduttore
di Redazione | 10 Aprile 2019Presentato durante l’evento organizzato dalla casa editrice veronese Qui Edit il nuovo libro di George R. Martin, autore della saga fantasy “Il Trono di Spade”, Fuoco e Sangue. A parlare del testo e della sua complessità, il nuovo traduttore italiano di Martin, Edoardo Rialti, che ha “ereditato il trono” da Sergio Altieri, scrittore e traduttore scomparso prematuramente nel 2017.
Il Trono di Spade è scomodo. Chi ci si siede sopra è inevitabilmente destinato a tagliarsi. E chissà cosa ne pensa Edoardo Rialti, neo eletto traduttore italiano dell’acclamata saga letteraria di George R. Martin, ora che sul trono ci è seduto lui. Sì perchè Rialti, autore della traduzione di Fuoco e sangue, l’ultimo nato in casa Martin, arriva dopo la prematura scomparsa di Sergio Altieri, traduttore ufficiale della saga.
Un’eredità importante che ha appena trovato compimento con la pubblicazione di un libro prequel interamente dedicato alla famiglia più potente dell’universo martiniano, i Targaryen. A parlarne è stato lo stesso Rialti durante la tappa veronese della presentazione del libro organizzata dalla casa editrice Qui Edit.
E, ora, a pochi giorni dalla messa in onda dell’ultima stagione della serie tv, tratta dalla saga letteraria, non potevamo esimerci dal chiedere a Rialti qualche pronostico sul capitolo finale (per lo meno quello televisivo).
Guarda il servizio:


In Evidenza
Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»

Francesco Moser: «La bicicletta? L’ho sempre vista come la vanga o la roncola»

Il grammofono de “La vita è bella” suona al Museo della Radio per il Giorno della Memoria



