Le sculture di Giacometti in una grande mostra a Verona
di Redazione | 28 Marzo 2019Una monografica dedicata ad Alberto Giacometti, e poi opere di Kandinsky, Braque, Chagall, Mirò. Arriva in Gran Guardia dal 16 novembre 2019 al 5 aprile 2020 una grande mostra con più di 100 opere esposte
Dai primi disegni, quando aveva appena dieci anni, alle sculture che lo hanno consacrato tra i maggiori esponenti del Novecento. Le opere di Alberto Giacometti arrivano in Gran Guardia, dal 26 novembre e fino al 5 aprile del 2020,con una mostra che raccoglie una settantina di opere dello scultore svizzero, ma anche opere di Kandinsky, Braque, Chagall e Mirò. Di Alberto Giacometti saranno esposte circa 70 opere, di cui più di 30 sculture, 10 dipinti e diversi disegni.
La mostra, organizzata da Linea d’ombra con il Comune di Verona e la Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, arriva in Gran Guardia, luogo per eccellenza dove poter esporre le sculture di Giacometti, secondo il curatore Marco Goldin.
Un’attenzione particolare verrà riservata alla didattica e al mondo delle scuole. La mostra sarà infatti presentata in anteprima il 6 maggio agli insegnanti, che potranno conoscere quali saranno le attività pensate esclusivamente per gli studenti, dalle elementari alle superiori. Come nei grandi musei internazionali, verranno proposti percorsi tattili-sensoriali, con le opere che lo consentiranno, ma verrà anche data la possibilità di disegnare per terra davanti ai grandi capolavori.


In Evidenza
Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»

Francesco Moser: «La bicicletta? L’ho sempre vista come la vanga o la roncola»

Il grammofono de “La vita è bella” suona al Museo della Radio per il Giorno della Memoria



