I nonni di oggi: fra amore, vizi e welfare

di Redazione | 26 Settembre 2017
Anche quando l’età avanza, i nonni, per chi ha la fortuna di averli, sono presenti costantemente nella vita dei loro figli, nipoti e pronipoti. C’è chi proprio non li sopporta e chi invece non può farne a meno. Hanno un ruolo esclusivo e non solamente nell’educazione ma anche al sostegno della famiglia in termini economici.…

Anche quando l’età avanza, i nonni, per chi ha la fortuna di averli, sono presenti costantemente nella vita dei loro figli, nipoti e pronipoti. C’è chi proprio non li sopporta e chi invece non può farne a meno. Hanno un ruolo esclusivo e non solamente nell’educazione ma anche al sostegno della famiglia in termini economici.

di Sara Avesani
“Nessuno può fare per i bambini quel che fanno i nonni: essi spargono polvere di stelle sulla vita dei più piccoli” (A. Haley) è la frase che ho trovato sul lavoretto della mia primogenita quando sono andata a riprenderla all’asilo nido. Da lì a pochi giorni ci sarebbe stata la festa dei nonni. Fra le tante ricorrenze in cui dobbiamo destreggiarci per via di regali, regalini -pensieri, pensierini, quella dei nonni, devo dire, mi sembra una fra le più meritevoli di essere ricordata. Lo dico perché, come mamma lavoratrice (ma probabilmente anche se non lo fossi), non potrei mai fare a meno di loro. Siano essi i nostri genitori o i nostri suoceri, ho visto con i miei occhi, come, a modo loro, siano in grado di reinventarsi per i loro nipoti e di trasmettere un amore incondizionato, difficilmente descrivibile. So che molti di voi staranno pensando che per loro non è affatto così, che ogni due per tre discutono con i nonni perché ci sono sempre i suoceri sputasentenze che non possono fare a meno dei loro“ai miei tempi si faceva cosi, e daglielo uno sculaccione qualche volta, altrimenti non impara niente” e diciamolo, sono difficili da digerire. Li chiamerei i cosiddetti nonni sapientoni, quelli che “so tutto io”. Altra categoria invece sono i nonni “ti lascio fare tutto quello che vuoi, oh poverino ha fame, vuoi non prendergli una barretta di Kinder cioccolato alle sette di sera che poi non dorme neanche per idea?!”. Questi per me sono davvero complicati da gestire, perché puntano al tuo senso di colpa e quando tuo figlio ti guarda implorante, con gli occhi del gatto con gli stivali di Shrek, ecco che ci stai cascando anche tu. Nella lista aggiungerei i nonni superansiosi che appena i bimbi si avvicinano alle scale, scattano neanche Hussein Bolt, e credono siano sempre in procinto di morire, al grido de “i se copa” come si dice a Verona, tu mamma, alzi gli occhi al cielo, e pensi “ma quando la smetteranno di fare cosi, non lo capiscono che gli trasmettono solo paure?” Alle volte, sembra che i nonni non abbiano fiducia nei loro stessi figli. Francamente sono del parere che dal punto di vista pedagogico, l’asilo nido sia la risposta più opportuna per i bimbi. Per questo le amministrazioni locali devono pensare a servizi mirati alla famiglia, al sostegno di mamme e papà. L’asilo è un ambiente più adatto, “i bambini devono stare con altri bambini”, non è un luogo comune, è la santa verità. E poi, poveri nonni, tenere un bambino otto ore al giorno di fila, magari uno di quelli che ha appena imparato a camminare, che non ce la fai a tenerlo neanche tu… è dura; per non parlare poi di un bimbo nel bel mezzo dei terrible two, l’adolescenza dei piccoli, costellata da capricci senza sosta. “Un’ora con i tuoi nipoti ti fa sentire di nuovo giovane. Due ore, e si inizia ad invecchiare rapidamente” (cit. Gene Perret).
Tuttavia i nonni, se fortunatamente presenti nel modo giusto, rappresentano il passato della famiglia e attraverso i loro racconti e le loro esperienze, i bambini imparano ad ascoltare e si sentono partecipi di una storia di famiglia comune, come fosse un prezioso segreto da custodire. Con loro il gioco è più semplice, le attività come una passeggiata, l’andare a prendere il pane e il giornale, il cucinare insieme e perché no, prendere un gelato per accontentarli, sono molto educative e stimolano la fantasia e le capacità pratiche dei nostri fanciulli. I nonni sono nella maggior parte dei casi anziani, non sono atletici come i genitori, ma i bambini lo capiscono e lo rispettano perché gli riconoscono una “bellezza interiore fatta di forza”. E’ dura mandar giù le loro critiche, lo so. Ho sentito, fra i genitori, di nonni che ancora oggi insistono a mettere sul vasino bambini di 6 mesi, o quelli che torni alla sera dopo il lavoro e gli hanno di nuovo tagliato i capelli “perché cosi crescono più forti”. Ma lo spazio per i nonni, quando ci sono, bisogna trovarlo. Sono un regalo per i nostri figli: sia ben chiaro. Ah, mi stavo dimenticando la categoria dei nonni che preferisco, i nonni geek… quelli che masticano di tecnologia. Mi si scioglie il cuore quando alla notizia di un nipotino in arrivo vanno immediatamente a comprarsi uno smartphone o, come dicono loro, uno “smafort”. Li vedi così felici perché ora possono immortalare i loro angioletti quando vogliono e alla sera, nonostante siano sfiniti per la giornata trascorsa a badare i nipoti, sfogliano la gallery per rivedere le loro piccole pesti. Fonte di grandissima gioia è infine la condivisione con gli altri amici nonni, anche loro diventati improvvisamente digitali. Chi non ha una foto profilo di whatsapp con l’immagine dei nipotini?! E poi, se il cellulare si impalla, che si fa? Si chiede aiuto ai nipoti: insomma è un cerchio magico di mutuo soccorso. Talvolta i nonni vengono considerati dei veri e propri eroi perché è in loro uno spirito di sacrificio, di premura e un donarsi senza riserve. Senza riserve anche dal punto di vista economico. Sono oltre 1,5 milioni, dice l’Istat all’inizio di quest’anno, i nonni che oltre a fare da babysitter, sostengono le famiglie economicamente. È un popolo silenzioso, che non chiede, lavora di nascosto senza pretese, molte volte acciaccato, stanco. Occupandosi dei nipoti, aiuta i genitori ad avere un po’ di tempo per loro, affinché anche il rapporto di coppia non venga deteriorato da questa vita frenetica, fatta oggigiorno di tantissimi impegni, forse troppi. Una mia cara amica mamma una volta piangendo mi ha detto: “Nonostante mio marito mi aiuti molto, sono sfinita, cerco di essere una buona mamma, avere una casa in ordine, fare esercizio, mangiare sano e rendere tutti felici ma è impossibile… se non mi aiutassero i miei genitori, sarei sull’orlo di una crisi di nervi e avrei già divorziato!!” Dice Papa Francesco, “i nonni sono come alberi che continuano a portare frutto: pur sotto il peso degli anni, possono dare il loro contributo originale per una società ricca di valori e per l’affermazione della cultura della vita”, nonostante i difetti, aggiungo umilmente.