Tra circo e poesia. Il regista Massimiliano Bruno: “Ecco Il mio sogno di mezza estate”

di Redazione | 5 Agosto 2017
Grande successo al Teatro romano per “Sogno di una notte di mezza estate” diretto da Massimiliano Bruno. Mito, fiaba e quotidianità si sono alternati dal 26 al 29 luglio in un vero e proprio girotondo d’amore regalando al pubblico atmosfere oniriche, folk e circensi.   Sul palco tra gli attori principali Stefano Fresi, Giorgio Pasotti,…

Grande successo al Teatro romano per “Sogno di una notte di mezza estate” diretto da Massimiliano Bruno. Mito, fiaba e quotidianità si sono alternati dal 26 al 29 luglio in un vero e proprio girotondo d’amore regalando al pubblico atmosfere oniriche, folk e circensi.

 
Sul palco tra gli attori principali Stefano Fresi, Giorgio Pasotti, Violante Placido e Paolo Ruffini. Massimiliano Bruno, apprezzato regista, sceneggiatore e attore italiano, dopo anni di successi cinematografici tra cui l’esordio con “Nessuno mi può giudicare”, ma anche “Gli ultimi saranno gli ultimi”, “Viva l’Italia” e “Confusi e felici”, sei mesi fa è uscito con il film “Beata ignoranza” con Marco Giallini e Alessandro Gassman. Dopo 15 anni di assenza dalle scene teatrali, ha scelto di rivisitare questa commedia shakespeariana. Gli abbiamo fatto qualche domanda.
di Valentina Bazzani
 Sogno di una notte di mezza estate, un’opera conosciutissima e apprezzata in tutto il mondo. Cosa rappresenta questo sogno per lei?
È il modo che William Shakespeare ha scelto per perscrutare l’inconscio, capire cosa succede dentro di noi, analizzare le nostre meschinità, la nostra volubilità. Per me rappresenta una maniera divertente di capire cosa succede dentro di noi.
Il suo ritorno a teatro dopo 15 anni di cinema. Come sta vivendo questo momento e cos’è il teatro per lei?
Il teatro è necessario per me, non so come ho fatto a starne fuori così tanto tempo. Adesso inizierò un percorso nuovo, diverso, di divertimento e scoperta. Continuerò a fare cinema però, mi piace anche quello.

Sul palco un cast davvero straordinario: l’anima dei personaggi sembra sposarsi perfettamente con quella di chi li interpreta. Come ha scelto gli attori?
Con Stefani Fresi, Maurizio Lops e Annalisa Aglioti ci conoscevamo da tempo, Paolo Ruffini, Giorgio Pasotti e Violante Placido sono stati una felicissima scoperta e gli altri ragazzi sono giovani virgulti cresciuti anche nel mio laboratorio teatrale. È un cast straordinario sia professionalmente che umanamente.
Verona è la città scelta da Shakespeare per Giulietta e Romeo. Ci saranno altre occasioni per tornare a lavorare qui?
Mi auguro di tornare, magari sempre con un opera di William Shakespeare tra un paio d’anni. È stata una atmosfera magica, la città ci ha abbracciati e il pubblico è stato meraviglioso, non vedo l’ora di portare un nuovo lavoro su quel palco così prestigioso. Savorelli è avvertito!
 Il messaggio che ha voluto trasmettere in questa interpretazione dell’opera?
Che l’inconscio è parte di noi, che non esiste anima e corpo, che siamo una cosa sola con i nostri sogni.
Sogni e progetti che lo vedono impegnato?
In autunno uscirà il mio primo romanzo intitolato “Non fate come me”. Poi a gennaio riprenderà la tournée del Sogno e in aprile girerò il mio nuovo film. Insomma, fermo non ci so stare!

 

 L’intenzione è essere affettivi senza essere affettuosi, ferire per suscitare una reazione, divertire per far riflettere, vivere nella verità del sogno tralasciando la ragione asettica e conformista. Un Sogno di una notte di mezza estate che diventa apolide e senza linguaggio codificato, semplici suoni e immagini che sono meravigliose memorie senza mai essere ricordi