Di che parliamo quando parliamo di armwrestling
di Redazione | 26 Maggio 2017Quando allungo la mano per salutarlo ho un attimo di titubanza. «Adesso me la stritola», penso. E invece Ermes Gasparini, pluricampione del mondo di braccio di ferro (o armwrestling), ha un tocco gentile ed educato.
di Michela Canteri
ERMES HA CAPITO che la forza non è tutto nella vita, ma sa anche che la vita può cambiartela eccome, soprattutto quando è un talento innato. Veronese di Sant’Ambrogio di Valpolicella, 23 anni, un metro e novanta di muscoli, Gasparini è un ragazzo serio ed educato, che da sempre studia i limiti della sua forza per imparare a superarli. Tutto è cominciato come una sorta di dono genetico.

Il padre, Massimo, per ben 14 volte campione italiano di armwrestling, la sera spostava la tovaglia per “tirare” insieme al piccolo Ermes che cresceva. E infatti gli allenamenti casalinghi hanno avuto successo. A partire dai 17 anni Ermes ha conquistato una serie strabiliante di successi e di vittorie. Tra questi, dopo aver vinto i mondiali Juniores under 21 nel 2013 e nel 2014, si è aggiudicato il titolo mondiale nella categoria Senior nel 2015 e nello stesso anno è diventato campione italiano assoluto di destro e sinistro.
Nel 2016, anno di grandi conferme, il giovane Gasparini si è aggiudicato il primo posto nella sua categoria (Senior Men Right 95) allo “Zloty Tur World Cup”, l’evento più prestigioso nell’ambito del armwrestling mondiale, ed è stato eletto “Miglior atleta dell’anno” dai tifosi di tutto il mondo tramite l’autorevole sito mondiale XSportNews.
INSOMMA, per chi pensa al braccio di ferro con una sorta di nostalgia infantile, qui è necessario ricordare che la ricreazione è finita da un pezzo. Nonostante il suo nome sia salito alla ribalta tanto da essere invitato dalle radio e dalle tv nazionali e da comparire sulle maggiori testate giornalistiche e sportive italiane, Ermes continua a fare il marmista vicino a casa (aspettando di trovare nuovi sponsor per le sue trasferte in giro per il mondo), e nel tempo libero si dedica alla sua associazione “Valpolicella armwrestling”.
Oltre a ciò continua ad allenare duramente il suo fisico. Anche se «in gara è la mente che fa la differenza. Se sono concentrato come dico io, vado dritto verso il mio obiettivo e non c’è nessuno che mi faccia paura». Chi ha orecchi per intendere…


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