A/R Verona-Bielorussia: Matteo Spiazzi
di Redazione | 23 Maggio 2017Attore e regista veronese, Matteo Spiazzi ha portato i suoi spettacoli fino in Bielorussia.
di Federica Lavarini
Matteo Spiazzi, 30 anni, in tasca, da sempre, il sogno della recitazione. L’attore e regista veronese ha sfidato scogli 
linguistici ed espressivi portando sui palcoscenici più illustri della Bielorussia diverse produzioni artistiche, come Pension Belvedere, acclamatissimo spettacolo che trova la sua cifra stilistica nell’assenza di dialoghi e nell’uso delle maschere.
In famiglia lo volevano impiegato di banca, ma Matteo Spiazzi ha deciso di non seguire questa strada e di cimentarsi nel mondo del teatro entrando, dopo un anno di università, all’Accademia d’Arte drammatica di Udine.
Matteo, come è stata accolta la sua scelta?
Direi non molto bene. Subito sono stato molto criticato. La mia scelta è stata il frutto di una riflessione sulla mia identità e su che cosa avrei voluto fare nella vita. La lettura de La brevità della vita di Seneca mi ha ispirato: che cosa volevo fare per non dover un giorno dire di vivere un’esistenza che non volevo?
Dopo il diploma all’Accademia di Udine perché è andato in Bielorussia?
È stata una felice circostanza più che una scelta vera e propria. Affascinato dal mondo della commedia dell’arte, nel 2012, durante il festival teatrale internazionale Histeria in Slovenia, ho tenuto un workshop che suscitò l’interesse di un manager teatrale bielorusso, che mi invitò a condurre una masterclass all’Accademia Nazionale d’arte Drammatica a Minsk. In seguito, il direttore del Teatro Nazionale Russo mi propose di creare una pièce da inserire nel repertorio. Così è nata Viva Commedia, messo in scena con il titolo Venezia Venezia anche al teatro Camploy di Verona. Ho poi lavorato su La Locandiera di Goldoni, ho scritto e diretto la commedia Pension Belvedere, con la totale assenza di dialoghi e basata sull’uso delle maschere e la potenza espressiva del corpo.
Come è stato lavorare in Bielorussia?
Nella cosiddetta Russia Bianca il teatro è una forma di intrattenimento molto importante. Minsk annovera due teatri stabili nazionali, uno in lingua russa e uno in bielorusso, con un organico di almeno una quarantina di attori ciascuno. Ogni giorno ci sono spettacoli diversi e, grazie anche a dei prezzi popolari, si fa sempre il tutto esaurito. È un settore sul quale lo Stato investe molto e i risultati sono tangibili. Pension Belvedere è stata un’esperienza vitale per me: le maschere surreali, l’assenza di parole, l’uso della sola gestualità hanno sorpreso anche gli attori stessi, coinvolti in prima persona nella creazione della commedia e dei personaggi.
Guarda il servizio realizzato per TV7 Verona Network


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