Bucato poetico, i versi che animano le città
di Redazione | 19 Gennaio 2017Da tempo fa sventolare slip, calzini, canotte, reggiseni e sottovesti con poesie fronte retro nelle aree verdi delle città. «Verona è una città che risponde molto bene all’arte».
di Marco Menini
Di mestiere autista, nel cuore poeta. Si chiama Andrea Masiero, nome d’arte “Ma Rea” ha 37 anni, padovano di nascita trasferitosi a Bologna per lavoro. In servizio alla linea suburbana 92 di Bologna fino alle 22, nei ritagli di tempo si dirige negli spazi verdi della città in cui si trova. È arrivato anche a Verona Ma Rea, precisamente in piazza San Nicolò, dove sono state ritrovate le sue opere appese. «Non ho mai avuto problemi con i vigili. La colla che uso è biologica e svolgo il mio lavoro di giorno», racconta il poeta. I versi si possono trovare anche in via Valverde a Verona, luogo dove anche i turisti possono perdersi tra le parole. Stendiversomio lo chiama Andrea Masiero, un nuovo modo di raccontare la solitudine e il dolore accessibile a tutti. Tutti possono portarsi a casa un pezzetto di bucato, un calzino, un reggiseno o ancora una sottoveste.
Da tre anni “Ma Rea” si dedica oltre che allo Stendiversomio anche alle poesie alle fermate dell’autobus, che raccontano il suo lavoro, i viaggi e le difficoltà nel rapporto di coppia.
«Il mio è un dialogo, un segno nei luoghi in cui viviamo»
Nessun luogo è risparmiato dal poeta; possiamo ritrovarlo nelle poesie appiccicate sui prodotti al supermercato, fino al ritrovarcelo tra le mani aprendo la porta di un locale pubblico.
Insomma, un bucato poetico come simbolo di rinascita esistenziale.


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