Storytelling “da paura”, per un pubblico coraggioso
di Redazione | 3 Maggio 2017Penultimo appuntamento venerdì 5 maggio alle 21:00 con “Storie da raccontare”, ciclo di live storytelling promosso da Pensiero Visibile.
Per il ciclo “Storie da raccontare” promosso da Pensiero visibile, venerdì 5 maggio è la volta di una serata di racconti paurosi, poesie maledette, rumore di zampette, candele, sibili, ticchettii e assenzio.
“Un racconto umido, che si fa corpo, fra l’odore di bruciato e l’acqua che stilla in un pozzo, in una fontanella o chissà… », riservato al coraggioso pubblico dalle narratrici milanesi di «Storie a domicilio », il format di storytelling performativo ideato da Margherita Sainaghi e Laura Martelli che immaginano e realizzano eventi basati su ricerca e selezione di storie tematiche con stimolazioni sensoriali abbinate ai racconti, regia effetti, musiche, riti e sorprese.
L’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, si tiene presso la sede dell’agenzia in Via Milani 5/d a Parona dalle ore 21 alle 22.30. Durante la serata è prevista una degustazione di vino “Mercuria” di Catel Noarna (Trento) in collaborazione con l’Osteria La Coopera 1945. Inoltre ci sarà la possibilità di consultare e acquistare una selezione di libri a tema a cura della Libreria Parentesi.
Il successivo e ultimo appuntamento del ciclo di live storytelling è fissato per il 19 maggio con Diego Alverà che racconterà Gilles Villeneuve / Il figlio più amato.
Per informazioni: 045 4935601 / info@pensierovisibile.it / www.pensierovisibile.it


In Evidenza
Chirurgia pediatrica, “Angelino il motorino” contro stress e ansia da ricovero

Sanremo 2026, la serata cover promette (davvero) bene

Mauro Gibellini: «La promozione con il Verona? Non dimenticherò mai quel rigore»

Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento



