Villa Rizzardi, il paesaggio come patrimonio culturale
di Redazione | 10 Maggio 2017Si conclude a Villa Rizzardi il primo ciclo di incontri dedicati al Paesaggio come patrimonio culturale. La conferenza, con inizio alle ore 18, verrà preceduta alle 16 e 30 dalla visita guidata al giardino: l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.
Interverranno Margherita Azzi Visentini, docente di storia dell’Architettura al Politecnico di Milano, che tratterà il tema Il paesaggio dei giardini, Agostino Rizzardi che parlerà dell’impegno familiare nella conservazione del giardino di Pojega, e Evelina De Rossi, autrice del volume “Paesaggi di villa. Architettura e giardini nel Veneto”.
Il giardino di Pojega fu commissionato da Antonio Rizzardi (1742-1808) all’architetto Luigi Trezza (1752-1823), esponente dell’architettura neoclassica veneta, e realizzato tra il 1783 e il 1796. Il committente volle creare un giardino di ispirazione umanistica unita a un grande senso della scenografia e del paesaggio, nel trionfo della prospettiva.
Le radici della famiglia Rizzardi in Valpolicella risalgono tuttavia al 1649, quando Carlo Rizzardi acquistò la tenuta di Pojega a Negrar, ampliandola con successive acquisizioni, un patrimonio ambientale tutelato dalla famiglia fino a oggi. Un paesaggio che si è storicamente evoluto, ma sempre nel rispetto dell’ambiente: due macchie estese di vigneti, oliveti e altra vegetazione nei borghi di Pojega e Rovereti, una sorta di polmone verde per la città di Negrar. Con il matrimonio tra Carlo Rizzardi e Giuseppina Guerrieri, proprietaria fin dal XV secolo di vigneti e cantine in Bardolino e in Valdadige, nasce l’azienda agricola Guerrieri Rizzardi (la prima vendemmia è del 1914).
Oggi l’azienda controlla la produzione dei propri vini, dal vigneto alla distribuzione dei vini in Italia e nel mondo. Guerrieri Rizzardi è membro dell’associazione «Dimore Storiche Italiane», dell’associazione «Famiglie dell’Amarone d’Arte» e dell’associazione «Les Hénokiens» (International Association of Bicentenary Family Companies).

All’Osservatorio per il Paesaggio della Valpolicella aderiscono cinque comuni della Valpolicella: Fumane, Marano, San Pietro in Cariano, Negrar e Pescantina. Nei suoi programmi vi è anche l’organizzazione di conferenze sul tema del paesaggio come bene culturale e sulle sue radici storiche, nonché la creazione di una piattaforma GIS (Geographical Information System) per la schedatura dei dati storici relativi a insediamento, uso dei suoli e viabilità (www.osservatoriovalpolicella.it).


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