È arrivato il secondo figlio e con lui la gelosia
di Redazione | 20 Ottobre 2017La notizia di un secondo bimbo in arrivo è fra le più belle che si possano ricevere ma in famiglia non per tutti è così. È inevitabile che il primogenito non capisca quale meraviglioso regalo per la vita gli arrivi e dimostri fin da subito un’irrefrenabile gelosia.
di Sara Avesani
Come mamma, credevo che la seconda gravidanza sarebbe stata molto più semplice. Ormai sapevo cosa mi sarebbe aspettato in sala parto e avevo consapevolezza del mio io, inteso come corpo e mente. Mi sbagliavo. Alla lista delle emozioni ho fin da subito aggiunto un tremendo senso di colpa verso la mia prima figlia e una preoccupazione per questa bestia nera di cui tutti continuavano a parlarmi: la gelosia. Il più gettonato degli esempi era quello: “del marito che torna a casa in dolce compagnia e ti dice: Sai amore, da oggi in poi questa donna vivrà con noi, ma tu non dovrai esserne gelosa, perché io vi amerò allo stesso identico modo!”. Per carità, si tratta di una metafora eloquente ma vi sembra possa tranquillizzare una mamma bis? Per fortuna con il passare del tempo ho capito che la gelosia è “un sentimento sano e dimostra la capacità di amare dei nostri figli” e che tutti i bambini alle prese con un nuovo arrivato sono gelosi perché non più al centro delle attenzioni esclusive di mamma e papà. Naturale è anche il fatto che i bambini possano regredire. Vorranno essere imboccati, presi in braccio, chiederanno perfino di usare la culla! Saranno più capricciosi, talvolta davvero ingestibili. Poco tempo fa ho lasciato un solo secondo la mia bimba più grande con la sorellina, non accorgendomi che lì vicino c’era una scatola di pennarelli: risultato? Piedini rossi, verdi, gialli… da far invidia a un body painter professionista.
E allora cosa fare? Lasciamoli vivere queste emozioni e proviamo con loro a chiamarle per nome. Non possiamo certo aspettarci che il nostro primogenito ami da subito il fratellino, dobbiamo concedergli tutto il tempo per elaborare questo nuova condizione. Facciamogli sfogare “la rabbia, aiutiamo a viverla e non a chiuderla in gabbia”. Serve una pazienza aggiuntiva, un fermo “no” quando faranno fisicamente male al più piccolino, tanto, tanto amore e apprezzamento per il figlio maggiore che, nonostante questo avvenimento importante, non è ancora “grande”. Lasciamo capire al nostro bambino che, “se pur diverso il nostro amore per lui è sempre lo stesso”.
Consiglio (spassionato) di lettura: “Il tuo bambino e… la gelosia : una guida autorevole per contenere la rivalità tra fratelli”, Brazelton, T. Berry e Sparrow, Joshua D


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