Aveprobi, due veronesi ai vertici dell’associazione dei produttori biologici
di Redazione | 3 Dicembre 2020LEGGI ANCHE Attività assistite con i cavalli. Una nuova sinergia nel territorio veronese

Casarotti, che conduce un’azienda biodinamica frutticola e viticola a Caldiero, è enologo, esperto in viticoltura biologica e biodinamica, agricoltore, docente e nell’associazione rappresenta Coldiretti. «In questi anni abbiamo portato avanti moltissimi progetti, dalla banca genetica di piante da frutto della Lessinia, con il recupero delle vecchie varietà di mele e pere, alla creazione di una filiera corta dei cereali antichi» spiega.
«I nostri proponimenti sono di continuare nella diffusione del biologico, che si fa con la formazione, la ricerca e le tante iniziative messe in campo. Stiamo realizzando a Isola Vicentina un progetto mirato alla biodiversità con la realizzazione di una Casa delle sementi, dove saranno disponibili tanti semi di qualità di vecchie varietà autoctone che sono state abbandonate» prosegue.
«È stato avviato anche uno studio di fattibilità per la partecipazione a un bando pubblico per l’apertura di un mercato permanente di prodotti biologici in una zona residenziale di Verona. Ci piacerebbe inoltre realizzare dei cumuli in campagna per produrre del compost da letame animale e vegetale, in modo da nutrire il suolo con una sostanza organica molto ricca di sostanze ricostituenti. Continueremo inoltre con i corsi per insegnare a fare la buona agricoltura biologica. Tra questi cito quelli sulla canapa, sull’olivo, sull’agricoltura montana e sulla viticoltura biologica. Costituiremo, infine, un tavolo condiviso per il biologico tra tutte le associazioni agricole».

Roberta Martin, che conduce con i familiari a Isola della Scala un’azienda di riso biologico e di cereali in rotazione, è in rappresentanza di Confagricoltura. «Al di là delle appartenenze, siamo uniti dal forte credo di lavorare per il bene comune di agricoltori, consumatori e territorio. Io coltivo biologico da vent’anni e posso dire che oggi, grazie alle tecniche ormai consolidate, vedo un coinvolgimento maggiore delle aziende».
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«È molto importante anche il lavoro che stiamo facendo con l’Istituto tecnico agrario “Stefani-Bentegodi” a Buttapietra, dove è partito da due anni un corso post diploma per tecnici specialistici in agricoltura biologica. Noi collaboriamo con la programmazione e il tutoraggio esterno» spiega. «Quest’anno hanno dovuto fare due classi perché c’era una grande richiesta. Questo vuol dire che anche nei giovani si stanno facendo strada una cultura e una sensibilità sui temi biologici che ci fanno ben sperare per il futuro».
Il nuovo Consiglio direttivo di Aveprobi, che resterà in carica tre anni, è composto da Tiziano Quaini, Matteo Ducange, Marcello Volanti e Mattia Giovannini (Verona), Enrica Balzan (Belluno). Matteo Bordignon (Treviso), Riccardo Cazzadore, Giovanni Stoppa e Carlo Salvan (Rovigo), Giovanni Pinton, Paolo Marostegan e Giandomenico Cortiana (Vicenza), Nicola Zago (Padova), Matteo Dalle Fratte (Venezia).
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Due veronesi ai vertici di Aveprobi, l’associazione veneta dei produttori biologici e biodinamici, che conta 440 soci in tutta la regione. Enrico Maria Casarotti, di Caldiero, è stato confermato alla presidenza, mentre Roberta Martin, di Isola della Scala, è la new entry nel ruolo di vicepresidente a fianco del bellunese Mauro Zanini.
Aveprobi, con sede a Villafranca, è stata fondata nel 1990 per tutelare e rappresentare gli interessi dei produttori, promuovendo progetti e iniziative, organizzando corsi di formazione e qualificazione e svolgendo attività di ricerca e formazione didattica nelle scuole. Un impegno che ha portato a una sensibilità e una consapevolezza sempre maggiori sulle tecniche di produzione biologiche.
Secondo i dati recenti del Ministero delle politiche agricole, nel 2019 il Veneto ha registrato un incremento del 13% nel numero di operatori bio, passati da 3.524 a 3.971, e un aumento del 25,4% delle superfici biologiche, passate da 38.558 a 48.338 ettari. Il balzo maggiore lo ha fatto la viticoltura, con un +30,5% di superficie, seguita dagli ortaggi (+25,3%) e dai cereali (+17,9%).
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Casarotti, che conduce un’azienda biodinamica frutticola e viticola a Caldiero, è enologo, esperto in viticoltura biologica e biodinamica, agricoltore, docente e nell’associazione rappresenta Coldiretti. «In questi anni abbiamo portato avanti moltissimi progetti, dalla banca genetica di piante da frutto della Lessinia, con il recupero delle vecchie varietà di mele e pere, alla creazione di una filiera corta dei cereali antichi» spiega.
«I nostri proponimenti sono di continuare nella diffusione del biologico, che si fa con la formazione, la ricerca e le tante iniziative messe in campo. Stiamo realizzando a Isola Vicentina un progetto mirato alla biodiversità con la realizzazione di una Casa delle sementi, dove saranno disponibili tanti semi di qualità di vecchie varietà autoctone che sono state abbandonate» prosegue.
«È stato avviato anche uno studio di fattibilità per la partecipazione a un bando pubblico per l’apertura di un mercato permanente di prodotti biologici in una zona residenziale di Verona. Ci piacerebbe inoltre realizzare dei cumuli in campagna per produrre del compost da letame animale e vegetale, in modo da nutrire il suolo con una sostanza organica molto ricca di sostanze ricostituenti. Continueremo inoltre con i corsi per insegnare a fare la buona agricoltura biologica. Tra questi cito quelli sulla canapa, sull’olivo, sull’agricoltura montana e sulla viticoltura biologica. Costituiremo, infine, un tavolo condiviso per il biologico tra tutte le associazioni agricole».

Roberta Martin, che conduce con i familiari a Isola della Scala un’azienda di riso biologico e di cereali in rotazione, è in rappresentanza di Confagricoltura. «Al di là delle appartenenze, siamo uniti dal forte credo di lavorare per il bene comune di agricoltori, consumatori e territorio. Io coltivo biologico da vent’anni e posso dire che oggi, grazie alle tecniche ormai consolidate, vedo un coinvolgimento maggiore delle aziende».
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«È molto importante anche il lavoro che stiamo facendo con l’Istituto tecnico agrario “Stefani-Bentegodi” a Buttapietra, dove è partito da due anni un corso post diploma per tecnici specialistici in agricoltura biologica. Noi collaboriamo con la programmazione e il tutoraggio esterno» spiega. «Quest’anno hanno dovuto fare due classi perché c’era una grande richiesta. Questo vuol dire che anche nei giovani si stanno facendo strada una cultura e una sensibilità sui temi biologici che ci fanno ben sperare per il futuro».
Il nuovo Consiglio direttivo di Aveprobi, che resterà in carica tre anni, è composto da Tiziano Quaini, Matteo Ducange, Marcello Volanti e Mattia Giovannini (Verona), Enrica Balzan (Belluno). Matteo Bordignon (Treviso), Riccardo Cazzadore, Giovanni Stoppa e Carlo Salvan (Rovigo), Giovanni Pinton, Paolo Marostegan e Giandomenico Cortiana (Vicenza), Nicola Zago (Padova), Matteo Dalle Fratte (Venezia).
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