La musica come speranza: Beethoven risuona nel carcere di Montorio al passaggio della Fiamma Olimpica
di Redazione | 19 Gennaio 2026Mentre le vie del centro di Verona venivano attraversate dalla Fiamma Olimpica, nel settore maschile della Casa Circondariale di Montorio, su concessione della direttrice Mariagrazia Felicita Bregoli, si è tenuto domenica pomeriggio un concerto del giovane pianista Andrea Simone De Nicolò, che ha eseguito le 33 Variazioni su un valzer di Anton Diabelli composte da Ludwig van Beethoven.
L’iniziativa è stata organizzata da Microcosmo, associazione che nasce come laboratorio culturale all’interno del carcere di Verona circa ventisette anni fa ed adotta la scrittura autobiografica, la filosofia e il confronto di gruppo con la finalità di promuovere la rielaborazione della propria storia di vita, il pensiero riflessivo e la cura di sé.
In apertura l’insegnante Paola Tacchella, responsabile dei progetti di Microcosmo, ha illustrato contenuti e scopi del concerto: «L’evento si inserisce nel quadro di un più ampio programma culturale e solidale destinato a chi stia scontando una pena, per fornirgli un messaggio di speranza e condivisione».
La musica ha suscitato l’attenzione del pubblico intervenuto e sentimenti assai particolari. C’è stato chi ha dichiarato, a margine, di aver ricordato il proprio papà, anch’egli pianista, e chi chiudendo gli occhi si è sentito libero nello spirito.
Andrea Simone De Nicolò, diciannovenne pugliese, ha conseguito il diploma triennale di pianoforte al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, ed attualmente studia per la laurea magistrale presso il Conservatorio Francesco Venezze di Rovigo. Distintosi in numerosi concorsi pianistici e diversi concerti, in Italia e all’estero, da circa un anno e mezzo combatte contro un temibile tumore maligno del sistema nervoso centrale, per cui è stato già brillantemente operato due volte dal team della Dr. Barbara Masotto del reparto di Neurochirurgia diretto dal Dr. Giampietro Pinna dell’ospedale Borgo Trento di Verona. Sta proseguendo le cure presso l’Area Giovani del CRO di Aviano diretta dal Dr. Maurizio Mascarin. Negli ultimi mesi è ospite dell’Associazione Betania presso la sede di Bosco di Zevio, nel Veronese, opera cristiana fondata nel 1990 da Antonietta Vitale ed attiva attraverso diverse case famiglia in Italia, una missione in Kenya ed una missione in Albania.
«In questi mesi – ha raccontato il giovane musicista – grazie alla generosa accoglienza offertami da Antonietta e dall’Associazione Betania, mi sono riavvicinato a Dio ed ho incominciato a vivere le esperienze di ogni giorno secondo una prospettiva autentica, in cui anche una gravissima malattia diventa occasione di crescita, testimonianza e condivisione con gli altri. Con tale spirito ho voluto offrire questo concerto, nella speranza di essere riuscito a fare qualcosa di buono per chi vive un momento difficile».


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