Gli Alpini veronesi omaggiano Giuseppina Orlandi al Sacrario Militare
di Redazione | 9 Marzo 2026«Celebrare l’8 marzo in un Sacrario militare può sì ma è un’iniziativa fortemente voluta dall’ANA Verona, un momento per ricordare che la presenza delle donne, anche dove meno ci si aspetta, ha contribuito in modo fondamentale alla costruzione della nostra società e della nostra democrazia. Questa giornata, voluta e organizzata dalla Sezione Alpini di Verona, non è solo un momento di commemorazione, ma un impegno concreto: rendere omaggio a tutte le donne che hanno lavorato, sofferto e contribuito alla storia del nostro Paese, ricordando la loro dedizione e il loro coraggio, spesso silenzioso, ma sempre essenziale». Il presidente dell’ANA Maurizio Trevisan commenta così le celebrazioni che si sono tenute ieri al Sacrario militare in ricordo di Giuseppina Orlandi, unica donna tra le spoglie di circa 4mila giovani soldati.
Nata in Umbria, nel borgo di Orvieto costruito nel tufo, durante la Grande Guerra, Orlandi si arruolò nel Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. Morì a 33 anni, nel 1918, all’ospedale militare di Isola della Scala e da allora riposa nel mausoleo militare del Cimitero Monumentale di Verona. Il suo nome, e dunque la presenza di una salma femminile, è stata rilevata quasi per caso dai ricercatori del Centro Studi dell’ANA. E per il secondo anno consecutivo, nella Giornata Internazionale per i diritti delle donne, gli alpini veronesi si sono ritrovati qui per un momento di memoria e riflessione alla presenza di autorità civili e militari tra cui l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, il parlamentare veronese Marco Padovani e molti altri.
«Questa giornata non è una semplice festività, ma un momento di consapevolezza e riflessione. È anche l’occasione per ribadire il nostro impegno nel sostenere l’emancipazione femminile e la partecipazione piena delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale, culturale e politica, eliminando ostacoli, stereotipi e discriminazioni», ha aggiunto Trevisan, intervenendo dopo la relazione storica su “Le donne nelle guerre e Orlandi Giuseppina” tenuta dalla docente Anna Maria Campanella.
Le iniziative dell’ANA Verona in occasione dell’8 marzo sono iniziate già nei giorni scorsi. Tra queste, un altro momento particolarmente significativo è stato ieri sera, alla baita degli Alpini di Dossobuono, per la presentazione del volume di Giovanni Tosi, pubblicazione patrocinata dall’ANA Verona, “Le Invisibili della Manara”. Si tratta di un’opera che restituisce voce e volto alle donne che, con coraggio silenzioso, hanno contribuito alla lotta per la libertà durante la Resistenza veronese. Erano staffette, patriote, combattenti senza nome: portatrici di messaggi, armi e speranze, costrette all’anonimato e al silenzio per proteggere vite e ideali.
«Fondamentale, in questo percorso di recupero della memoria, è lo sforzo culturale del Centro Studi che, attraverso un lavoro di ricerca rigoroso e appassionato, si impegna a far conoscere il ruolo decisivo delle donne nelle vicende più drammatiche del Novecento. Dalle due guerre mondiali alla Resistenza, fino al difficile dopoguerra, il Centro promuove una visione della storia che riconosce alle donne la dignità di protagoniste, portatrici di valori civili e umani che hanno contribuito in modo essenziale alla ricostruzione morale e sociale del Paese», aggiunge Maurizio Chieppe del Centro Studi ANA Verona.


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