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Inaugurata Casa Corbella a Cadidavid per persone fragili

di Giorgia Preti | 14 Gennaio 2026

Percorsi di accoglienza temporanea protetta dedicati a uomini senza dimora, adulti e anziani, in condizioni di fragilità socio-sanitaria dopo la dimissione ospedaliera: è il servizio offerto da Casa Corbella, struttura residenziale “post-acuzie” completamente rinnovata, in grado di accogliere fino a 20 persone. Il servizio è attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, presso la sede di via Corbella 12A a Cadidavid.

«Per rispondere a bisogni sociali di questo tipo, purtroppo sempre più pressanti – sottolinea l’assessora Luisa Ceni – la coesione e la collaborazione tra le diverse realtà e istituzioni rappresentano la strada più corretta ed efficace. È un metodo che dovrebbe essere sempre adottato: costruire nel tempo, insieme, soluzioni durature e realmente funzionali».

Il progetto di accoglienza strutturata di Casa Corbella è rivolto a persone senza dimora in uscita da ricoveri ospedalieri, a seguito del trattamento di patologie di diversa natura o di eventi traumatici accidentali, che necessitano di un periodo di convalescenza prolungato. L’obiettivo è consentire il recupero della salute in un ambiente protetto, evitando le ricadute quasi inevitabili legate alla vita in strada e contribuendo, al contempo, a ridurre i ricoveri ripetuti e gli accessi impropri al Pronto Soccorso.

In assenza di una dimora, di un caregiver e di adeguate risorse economiche, queste persone vedrebbero infatti compromesso il proprio recupero funzionale, con il rischio di un rapido e progressivo deterioramento delle autonomie e di una conseguente cronicizzazione delle condizioni di fragilità.

Dall’avvio della prima fase di co-progettazione, nell’ottobre 2024, a oggi sono state accolte complessivamente 30 persone: 6 di nazionalità italiana, 5 provenienti da Paesi dell’Unione Europea e 19 da Paesi extra-UE. La fascia di età prevalente è quella compresa tra i 35 e i 64 anni (21 ospiti); 7 persone hanno più di 65 anni, mentre 2 hanno meno di 35 anni. La permanenza media in struttura è di circa sei mesi.

Persone in condizioni di fragilità

Nella maggior parte dei casi, il quadro clinico delle persone segnalate dagli ospedali ai Servizi Sociali comunali risulta fortemente compromesso. Si tratta spesso di patologie croniche, multiple e accumulate nel tempo, non adeguatamente trattate o affrontate solo attraverso interventi emergenziali ed estemporanei. Tra queste rientrano, ad esempio, fratture agli arti, patologie respiratorie croniche, disturbi dell’apparato cardio-circolatorio, diabete, ipertensione, insufficienza renale cronica, tubercolosi, neuropatie ed epatopatie alcol-correlate, fino a patologie degenerative con prognosi infausta nella fase di pre-ingresso in strutture per il fine vita.

Casa Corbella

La nascita di Casa Corbella, dedicata alla memoria di Chiara Corbella, proclamata Serva di Dio dalla Chiesa cattolica nel 2018, prende forma dall’analisi dei bisogni della popolazione senza dimora a Verona. Questa riflessione ha dato origine a una prima esperienza sperimentale avviata nel 2021, grazie alla collaborazione tra il Comune di Verona e la Società Cooperativa Il Samaritano.

L’esperienza si è successivamente consolidata, a partire dall’ottobre 2024, in un percorso di co-progettazione tra il Comune di Verona e un’ATI composta dalla Soc. Coop. Il Samaritano e dalla Soc. Coop. Comunità dei Giovani. Ciò è stato possibile grazie a interventi finanziati con fondi PNRR (Avviso pubblico 1/2022), in particolare: un progetto del valore di 57.330 euro per il “Rafforzamento dei servizi sociali domiciliari per garantire la dimissione anticipata assistita e prevenire l’ospedalizzazione” e un progetto da 300.000 euro per “Housing First”.

I finanziamenti hanno consentito il riattamento e l’ammodernamento strutturale dell’edificio, con interventi orientati all’efficientamento energetico – come l’installazione di una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti – e l’acquisto di nuovi arredi, al fine di adeguare ulteriormente la struttura alle esigenze specifiche del target accolto.

Le risorse hanno inoltre permesso di programmare in modo strutturato la gestione delle diverse attività della casa – distribuzione dei pasti, accesso continuo alla struttura e alle camere, sorveglianza, monitoraggio delle terapie – e di consolidare la presenza di un’équipe multidisciplinare composta da assistente sociale, educatore professionale, operatore sociale, operatore socio-sanitario, infermiere e personale amministrativo. È stato inoltre possibile inserire una figura specificamente dedicata all’assistenza socio-sanitaria.

Oltre all’accoglienza notturna e all’uso degli spazi comuni, come la sala TV e la sala da pranzo, gli ospiti hanno libero accesso alle camere loro assegnate in qualsiasi momento della giornata. Le stanze, da due a tre posti letto ciascuna, sono tutte dotate di servizi igienici privati.