Virgilio Grossule e quel suo “mal d’Africa”
di Il Barbero scaligero | 24 Ottobre 2025Nato a Bosco Chiesanuova, Virgilio Grossule fu un medico militare e una figura chiave del Novecento coloniale. Nel 1901 partì per il Congo al servizio del re del Belgio Leopoldo II. Doveva curare i “bianchi”, ma finì per curare tutti. Doveva fare il medico, ma finì per esplorare, studiare, amministrare e persino curare il commercio dell’avorio da doganiere. Antropologo e studioso di malattie tropicali, fu anche testimone diretto delle brutalità del colonialismo. Di tutto questo lasciò traccia in un diario personale, di cui nel 1991 è stato pubblicato uno stralcio: Medico nel Congo 1901-1904.
Costretto a rientrare per la Grande Guerra, fu assegnato all’ospedale contumaciale di Padova. Nel 1918 sposò a Milano Giuseppina Capra, con cui ebbe un figlio. Ma il Mal d’Africa non perdona, e decise quindi di tornare in Congo ancora per qualche tempo: il bisogno di aiutare il prossimo e documentare la realtà era troppo forte. Tuttavia, nel 1921 si ammalò e fu costretto a interrompere i suoi viaggi. Morì a Milano nel 1924.
La sua memoria rivive spesso nel territorio: l’ultimo evento è stato lo scorso 8 agosto, quando il Comune di Bosco Chiesanuova ha ospitato un’intera giornata a lui dedicata, per celebrarne la memoria e la restituzione pubblica di una figura chiave del territorio.


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