Federica Lucente, la giovane voce dell’enogastronomia
di Rosa di Cagno | 9 Ottobre 2025Certe storie nascono in silenzio, tra una passione coltivata in disparte e un’idea che pian piano prende forma. È così che è nato Appunti di Zelda, un progetto che oggi racconta territori, sapori e atmosfere con uno sguardo sensibile e una voce autentica. Dietro l’obiettivo e le parole c’è Federica Lucente, 25 anni, spirito curioso e instancabile, nata in Sicilia, cresciuta tra Puglia e Calabria, e approdata a Verona – non solo città d’adozione, ma snodo affettivo e creativo da cui partono nuove rotte. «Tutte le strade portano a Verona», dice con un sorriso, quasi a restituire alla città il ruolo di bussola nel suo percorso. È da qui che guarda il mondo, con uno sguardo gentile e attento, intrecciando racconto e territorio. La sua formazione in ambito alberghiero ha lasciato un segno profondo, alimentando il piacere di narrare il cibo, l’interesse per i luoghi dell’ospitalità e la voglia di restituire valore all’esperienza. Accanto a lei c’è Ion Cristian Donisan, il compagno con cui condivide non solo la vita, ma anche il “dietro le quinte del progetto”. Insieme scattano, filmano, progettano e raccontano. Uniscono sguardi e competenze, dando forma ad un lavoro che cresce giorno dopo giorno.
Come nasce il progetto?
Appunti di Zelda è nato nel 2013, quando avevo tredici anni. All’inizio era un rifugio personale, un blog dove parlavo di libri e videogiochi, un modo per esprimermi e condividere le mie passioni. Il nome viene dal videogame di The Legend of Zelda, che ha sempre fatto parte del mio immaginario. Negli anni, però, sono cambiata. Nel 2020, durante una fiera enogastronomica a Bari, ho sentito forte il bisogno di tornare a quello che avevo studiato all’alberghiero. È stato lì che ho deciso di trasformare il blog in qualcosa di più grande, un progetto dedicato al racconto del territorio e del cibo.
Oggi cosa rappresenta per te questo spazio online?
È diventato il mio filo conduttore, un diario aperto che cresce insieme a me. Ogni contenuto racconta qualcosa di quello che sono, di quello che vivo. Cerco uno stile che sia riconoscibile ma sincero, capace di emozionare senza forzature. Scrivo e fotografo con rispetto, mettendo al centro l’esperienza: ciò che vedo, assaggio, incontro lungo il cammino.

Nei tuoi profili social scegli di non mostrarti molto: perché?
Sono una persona timida, e questo si riflette nel mio modo di comunicare. Preferisco lasciare spazio alle immagini, ai dettagli, alle atmosfere che riesco a cogliere. Metterci la faccia può essere utile, certo, ma per me conta di più mostrare il mondo attraverso il mio sguardo. Voglio creare contenuti che parlino da soli, che sappiano emozionare.
Il progetto è nato con te, ma oggi siete in due. Com’è cambiato il lavoro da quando collabora anche il tuo compagno?
Ion mi aiuta soprattutto con le foto e i video. Lui lavora come cost controller e studia informatica, quindi ha un lavoro totalmente diverso dal mio. Però è molto presente nel progetto, soprattutto nella parte tecnica. Lavorare insieme è stato complicato all’inizio, ma ora abbiamo trovato un equilibrio: io curo i testi, l’estetica, lui mi supporta nelle riprese. Ci confrontiamo tanto, soprattutto nei progetti con hotel o ristoranti dove ogni dettaglio conta.

Cosa ti ha sorpreso di più nel diventare una divulgatrice?
Il fatto che, nonostante la giovane età, vengo ascoltata. All’inizio avevo paura di non essere presa sul serio. Invece, parlando con giornalisti e professionisti, ho capito che, se riesci a comunicare bene, anche le differenze generazionali spariscono. Creare contenuti autentici, curati, fa la differenza. Questo mi ha dato fiducia e motivazione a proseguire.
Cosa sogni per “Appunti di Zelda”?
Mi piacerebbe che diventasse una piccola testata, con un team. Oppure un’agenzia di comunicazione legata all’ospitalità, magari anche all’estero. Ho anche un piano C: aprire un bistrot dedicato a infusi, tisane e libri, un posto tranquillo dove lavorare e leggere. Ma per ora il sogno più concreto è far diventare questo progetto una professione stabile e riconosciuta.


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