Contemporanee/Contemporanei? La meraviglia a Santa Marta
di Redazione | 10 Settembre 2019Bello, bellissimo. L’arte nel quotidiano vivere è pane, è produrre cultura contemporaneamente. In un contemporaneo che è il “mentre” si fa altro, mentre si vive, è arte sempre, per 24 ore su 24 ore per 365 giorni l’anno. A essere puntuali, per cinque anni alternandosi, le opere di giovani artisti contemporanei “vivranno” insieme a studenti, docenti, personale e persone gli spazi dell’ex Panificio Santa Marta ora sede dell’Università di Verona; una delle sedi, perché anche nelle altre sparse per la città si troveranno installazioni, opere per interagire e produrre cultura.

Bellissimo, che questo accada dentro l’Università, giovani per i giovani, in un luogo che di per sé ha già doppio carattere di “pane”, per le forze asburgiche prima, e di cibo per la mente poi.

Alla preview di “Contemporanee / Contemporanei”, l’esposizione di opere d’arte contemporanea di proprietà del collezionista Giorgio Fasol che da anni investe quasi esclusivamente nei giovani artisti, alcuni studenti hanno fatto da guida, mostra curata da Denis Isaia del museo MART di Rovereto, con una presentazione del Professor Valerio Terraroli facente parte del Comitato scientifico, un evento permanente aperto alla città come un “Work in progress” per riflettere sul contemporaneo, da soli o insieme, una maniera ed un’occasione per fare una passeggiata dentro gli spazi dell’Università di Verona.


In Evidenza
Sanremo 2026, la serata cover promette (davvero) bene

Mauro Gibellini: «La promozione con il Verona? Non dimenticherò mai quel rigore»

Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»



