Alla (ri)scoperta di Verona, prossima tappa: San Berndardino
di Redazione | 25 Ottobre 2018Verona, una città così famosa e così sconosciuta per certi aspetti, è una realtà in continuo movimento, multiforme e sfaccettata che va scoperta giorno dopo giorno. Ad aiutare i veronesi e i curiosi delle città limitrofe in questo intento ci pensa l’associazione culturale Guide Center Verona che, ogni domenica pomeriggio da settembre a maggio, organizza percorsi per andare a scovare gli angoli meno “turistici” della città scaligera in compagnia di guide turistiche autorizzate. La prossima tappa? La Chiesa di San Bernardino e l’annesso convento francescano.
Verona. Quando si parla di lei istintivamente ci appare davanti l’immagine dei due giovani amanti shakespeariani sul balconcino di via Cappello, i merli di Castelvecchio che si affacciano sull’Adige e il monumentale anfiteatro romano, simbolo della città: l’Arena.
Quello che invece non balena nella mente di chi pensa a questa meravigliosa città è che, nascosto al suo interno, nei suoi vicoli e negli angoli più nascosti, quelli che i turisti provenienti da tutto il mondo non immortalano con gli abbaglianti flash delle loro macchine fotografiche e con i loro smartphone di ultima generazione, c’è molto di più.
Promotrice di questo percorso alla ri-scoperta di Verona è l’associazione culturale Guide Center Verona che, con il suo prossimo incontro, in programma per domenica 28 ottobre alle ore 15.00, porterà i cittadini più curiosi a visitare la chiesa di San Bernardino e l’annesso convento francescano. Un luogo che resta celato alla vista dei passanti a causa delle alte mura che lo circondano.
Questa struttura venne realizzata nella seconda metà del quindicesimo secolo, in onore di frate San Bernardino da Siena, grande predicatore e moralizzatore dei costumi che era da poco scomparso.
Nei decenni successivi fu arricchita e curata e vennero realizzati il portale rinascimentale e meravigliose cappelle laterali destinate ad ospitare i dipinti di Antonio Badile, Francesco Caroto, Nicolò Giolfino, Francesco Benaglio, Antonio Balestra e Domenico Morone. Tra queste, di particolare bellezza, la Cappella Pellegrini, progettata dall’architetto veronese Michele Sanmicheli, realizzata con un sapiente gioco di nicchie, di colonne scanalate e stucchi accurati che le conferiscono una suggestiva eleganza.
Superate indenni le dominazioni francesi e austriache, il complesso fu gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale ma venne poi restaurato rispettando le forme originali.
Per chi volesse scoprire questo complesso storico il ritrovo è per le ore 15.00 di domenica di fronte al cancello del cortile della chiesa di Stradone Antonio Provolo 28. Il costo della visita è di 10 euro a persona e 5 euro per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni.


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