«Ho lasciato Verona per il Sudafrica e lo rifarei»
di Redazione | 16 Febbraio 2018Non ha rimpianti, anzi tutt’altro. “Mi sento completamente appagato”. Lui è Corrado Passi, 54 anni. Abitava nel quartiere Valdonega e faceva il medico, poi un viaggio in Sudafrica per lavoro e la decisione “di getto” che gli stravolge “in meglio” la vita. Dal 2004 vive a Cape Town, ha una società che pianifica viaggi e itinerari personalizzati in Africa Australe e scrive tantissimo. Stasera in sala Africa presenta il suo primo romanzo, dichiaratamente non autobiografico tranne, forse, nel titolo:”Oltre la vita felice”.
Le temperature veronesi sono troppo rigide. Lo dice subito Corrado Passi che è abituato a ben altri contesti. Veronese, nel 2004 ha stravolto la sua vita e si è trasferito in Sudafrica, abbandonando la professione medica, per votarsi ai suoi amori: la scrittura e Città del Capo. A Cape Town ha dedicato, tempo fa, una guida (casa editrice Polaris), “un gesto di gratitudine” verso il luogo che chiama casa da più di 14 anni. Stasera in Sala Africa con Luigi Licci della libreria Gulliver presenta, invece, il suo primo romanzo “Oltre la vita felice”. Del suo libro dice, per prima cosa, che non è autobiografico. Ma il titolo con la sua di storia qualcosa c’entra decisamente.
Il Sudafrica torna in questi giorni anche nelle agende dei nostri media, con le dimissioni forzate del presidente Jacob Zuma, esempio non luminosissimo di governo con quasi nove anni intrecciati dalla corruzione. Anche se il Sudafrica non va letto con lo stereotipo occidentale che associa al Paese africano sempre e solo alla questione dell’apartheid, è pur vero, come ricorda Corrado, che i sudafricani si confrontano ogni giorno con l’eredità, se non tradita, di certo ridimensionata di Mandela. Un Paese ancora impegnato a capirsi, dunque. E anche in questo risiede il grande fascino che ha fatto innamorare tanti anni fa un veronese, e che gli fa dire oggi: “non è nei miei programmi tornare in Italia”.
La presentazione stasera del suo libro, stasera, venerdì 16 febbraio, alle 20.30 in Sala Africa.
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