Pagine per i grandi
di Redazione | 3 Gennaio 2018Americanah
Autrice: Chimamanda Ngozi Adichie
Traduzione: Andrea Sirotti
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 466
di Chiara Boni
IL LIBRO. Ifemelu è in un salone di bellezza a Princeton e si sta facendo rifare le trecce: dopo tredici anni ha deciso di tornare in Nigeria, sua terra natale, e lo vuole fare con i capelli giusti, non da “Americanah”. Inizia così questa storia di immigrazione e razza, amore e ingiustizie, che ripercorre le vicende di Ifemelu e Obinze, due giovani innamorati, sullo sfondo di una Nigeria schiacciata dalla dittatura militare e dalla mancanza di opportunità, che scelgono di fuggire all’estero per crearsi un futuro migliore. E quando a distanza di quindici anni i due si ritrovano nella neo-democratica Nigeria devono affrontare una delle scelte più difficili delle loro vite.
L’AUTORE. Definita da molti «la Chinua Achebe del Ventunesimo secolo», Chimamanda Ngozi Adichie è nata in Nigeria, quinta di sei fratelli di una famiglia Igbo. A diciannove anni si è trasferita negli USA, dove ha conseguito una laurea in Scrittura Creativa alla Johns Hopkins University. Il suo primo romanzo, L’ibisco viola (Fusi Orari, 2006) ha vinto il Commonwealth Writers’ Prize for Best First Book nel 2005, mentre Metà di un sole giallo (Einaudi, 2008) è stato finalista al National Book Critics Circle Award 2006 e vincitore dell’Orange Broadband Prize 2007.
CURIOSITÀ. Il terzo romanzo di Chimamanda Ngozi Adichie parla, in modo schietto e irriverente, di razza e differenze culturali. L’inizio della vita statunitense di Ifemelu non è semplice, e il suo essere di colore in un paese che fa ancora i conti con il razzismo non aiuta. Così come Obinze è costretto ad affrontare le difficoltà a volte insormontabili di una vita da immigrato irregolare a Londra, dove è costretto a vivere ai margini. Entrambi hanno ancora negli occhi e nel cuore l’amore per la propria patria, che bramano da lontano, e a cui fanno infine ritorno, come attratti da una forza irresistibile.


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