La storia tra parentesi
di Redazione | 20 Dicembre 2017Li muove la passione per la storia che si nasconde nelle fessure del nostro quotidiano. A raccontarla con un approccio accademico ma una narrazione “democratica” studenti provenienti da atenei di tutta Italia riuniti nel progetto “Parentesi Storiche”, fondato a Verona.
Prendete Piazza Erbe, e la sua punta, come lo chiamavano una volta Palazzo Maffei, frequentato dai cambiatori prima era il luogo dove si facevano affari, poi divenne la residenza quattrocentesca dei potenti di allora. Sul lato lungo ecco le case Mazzanti. Simboli per eccellenza della urbs picta erano di proprietà di una famiglia di speziali. Un tempo c’erano botteghe preziose dove ora ci sono i tanti bar. Guardarsi intorno con gli occhi della storia ha il suo fascino. Lo sanno bene i ragazzi di Parentesi Storiche. Studenti e studiosi universitari di storia di tutta Italia che si danno appuntamento online su una piattaforma precisa.
Un’età media di 25 anni e un obiettivo: quello di rendere leggera e interessante la nostra quotidianità, ovviamente nella sua essenza storica, come si legge nello statuto del progetto nato a Verona nel 2011. Una formazione universitaria, conoscenze metodologiche e capacità critiche sono le condizioni per partecipare. Un approccio accademico ma una narrazione che vuole essere democratica. Senza soporifere definizioni si attraversa la storia antica, le rivoluzione moderne, per arrivare alle sfide contemporanee. Ma c’è spazio anche per il futuro: il prossimo passo è la pubblicazione di una rivista “Quaderni di Parentesi Storiche”.
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