Canta Verona, ragazza rifiutata: “È solo per italiani veri”

di Redazione | 16 Agosto 2017
Chiede informazioni per il concorso ma la liquidano dicendole che sono ammessi soltanto "italiani di fatto". Il post su facebook della minorenne con gli screenshot della conversazione, intanto, è diventato virale. “Prendiamo solo italiani, italiani veri. Perchè italiani si nasce, non si diventa”. Ha fatto il giro d'Italia lo screenshot della chat tra una ragazza…

Chiede informazioni per il concorso ma la liquidano dicendole che sono ammessi soltanto “italiani di fatto”. Il post su facebook della minorenne con gli screenshot della conversazione, intanto, è diventato virale.

Prendiamo solo italiani, italiani veri. Perchè italiani si nasce, non si diventa”. Ha fatto il giro d’Italia lo screenshot della chat tra una ragazza veronese minorenne di origine africana, e l’organizzatore di Canta Verona Music Festival. Lei nasce in Italia, da genitori ghanesi, sul territorio nazionale da trent’anni.
La giovane, quindici anni, non avrebbe comunque potuto partecipare: la gara canora è riservata agli italiani e ai maggiorenni professionisti. Ma lei è italiana, e replica dicendo che la cittadinanza italiana ce l’ha. Nulla da fare però, l’organizzatore scivola sul dettaglio del colore della pelle: “Italiani si nasce, non si diventa, e si nasce da genitori italiani”. Ma qual è allora il lascia passare per essere considerati “italiani di fatto”?
La risposta, strettamente personale dell’uomo, già la conosciamo. La ragazza chiede allora aiuto al fratello maggiore di 24 anni, che provvede a ricontattare l’organizzatore, che per volere della famiglia della minorenne rimane anonimo. “Mia sorella aveva bisogno di aiuto”, confessa a Repubblica il fratello, che provvede a rinfrescare la memoria all’uomo, il quale mette subito la difesa in campo, annunciando di non essere razzista.
“Quello è solo il mio pensiero”, si giustifica. Ma il problema vero è pensare che una ragazza nata in Italia con cittadinanza italiana non sia una connazionale vera in quanto nata da genitori stranieri.
Alla minaccia di denuncia da parte del fratello, l’organizzatore porge finalmente le sue scuse chiudendo la vicenda.
Resta comunque grave la discriminazione dell’uomo nei confronti di un’intera generazione di giovani nati in Italia da genitori emigrati da altri Paesi.
 
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