Fare impresa femminile è ancora possibile
di Redazione | 15 Novembre 2013Prestiti agevolati, fino a 25.000 mila euro, destinati a giovani donne che trovano il coraggio di avviare un’attività in proprio. Con Microcredito Donna, il Ministero del Lavoro si impegna ad aiutare quell’Italia che riparte, che si inventa un lavoro quando non c’è. Perché se c’è una cosa che in questo paese non manca, è l’arte di sapersi arrangiare.
“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. Una citazione di Albert Einstein come spunto di riflessione offerto ad un paese immobile dal punto di vista economico e politico ma, soprattutto, culturale. Il regresso economico che stiamo vivendo oggi è infatti lo specchio, quantificabile, di una profonda crisi identitaria: a mancare, ancora più del denaro, è il cambiamento. E la voglia di metterlo di atto.
Per innovare il sistema produttivo italiano e rilanciare una crescita troppo a lungo rimandata, la soluzione rimasta è fare qualcosa di diverso rispetto al passato. In una parola, rischiare. Cominciando dal valorizzare quella parte della popolazione maggiormente penalizzata nel trovare un impiego o nell’avere accesso al credito, quella femminile. Microcredito Donna è un’iniziativa presentata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali lo scorso 30 settembre, a Palazzo Chigi, ed è promossa dall’Ente Nazionale del Microcredito che, proprio in questi giorni, sta lanciando sulle reti nazionali la campagna istituzionale “Riparti da te! Bella impresa essere donna”. «Microcredito Donna vuole essere uno strumento di aiuto per tutte le donne che vogliono ripartire» ha detto il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, «ovvero dalla possibilità di creare una propria impresa, senza dover fornire garanzie personali alla banca o chiedere aiuto alla famiglia, sia un genitore o il proprio marito o compagno». Il tentativo è quello di dare una sferzata ad un mercato del lavoro femminile in cui la migliore offerta è il più delle volte un ripiego: un’esperienza poco gratificante, malpagata e senza alcuna garanzia per il futuro. È in condizioni come queste che l’idea di dare vita ad un progetto personale, che nasce magari da un interesse coltivato con passione, può rappresentare un’alternativa ricca di stimoli. Ma come fare se si parte da zero? L’opportunità del prestito agevolato promossa dal Ministero del Lavoro si articola in due tipologie, la prima relativa all’imprenditoria femminile, concessa a «persone fisiche, società di persone o cooperative», per cui la somma erogabile arriva fino a 25 mila euro. La seconda è relativa al microcredito sociale, destinato a donne in condizioni di particolare difficoltà, sia economica che sociale, per cui l’importo massimo previsto è di 10 mila euro. Questa modalità di finanziamento è finalizzata all’avvio di attività d’impresa su proposta di giovani che vogliono intraprendere la strada del lavoro autonomo, oppure al reinserimento di donne uscite dal circuito professionale in seguito, per esempio, alla maternità. Per partecipare al bando è necessario presentare la propria idea di business attivando la procedura online e compilando l’apposito form presente sul sito www.microcreditodonna.it entro il 30 Novembre 2013. L’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) valuterà ogni domanda pervenuta, le proposte di impresa ritenute più valide verranno segnalate ad enti di microcredito convenzionati, come organizzazioni, associazioni e società dislocate su tutto il territorio nazionale. Il prestito non può avere una durata maggiore di 24 mesi e la cifra messa a disposizione viene calcolata a seconda del tipo di attività che si vuole creare e del settore di riferimento. Microcredito Donna non nasce con l’intenzione di offrire solamente un contributo economico a chi decide di reinventarsi, ma si ripropone di formare una nuova categoria di imprenditrici donne, che possano davvero far ripartire la macchina economica del paese. Chi prende parte al progetto potrà infatti avvalersi, nel corso di una fase di training precedente all’erogazione del finanziamento, di servizi di informazione, orientamento, valutazione dell’idea imprenditoriale e supporto per l’elaborazione di un business plan a sostegno della fattibilità del progetto. Ulteriori aiuti sono previsti anche in fase post-erogazione, nel quale ogni beneficiaria verrà seguita nella verifica dell’andamento delle attività.


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