Una chiamata dall’Olanda

di Redazione | 12 Agosto 2013
di Arianna Mosele Per noi europei, e per lo stesso continente americano, la realtà africana ci sembra lontana, anomala e completamente diversa dalla nostra quotidiana normalità. Molti vorrebbero avvicinarsi a quell’ambiente, dare un aiuto concreto, poter cambiare veramente questa situazione di squilibrio tra un mondo dominato dal consumismo e l’altro dalla povertà. Eppure siamo molto…

di Arianna Mosele

Per noi europei, e per lo stesso continente americano, la realtà africana ci sembra lontana, anomala e completamente diversa dalla nostra quotidiana normalità. Molti vorrebbero avvicinarsi a quell’ambiente, dare un aiuto concreto, poter cambiare veramente questa situazione di squilibrio tra un mondo dominato dal consumismo e l’altro dalla povertà. Eppure siamo molto più vicini a quei territori di quanto possiamo immaginare.  Chi, ai nostri giorni, non possiede uno smartphone? Nessuno. E proprio in quel piccolo cellulare ognuno di noi può trovare un pezzo di Africa. Di quell’Africa oppressa e dominata dai conflitti interni e interessi mondiali. Una compagnia olandese di giovani intraprendenti ha investito tempo e denaro per realizzare un nuovo smartphone equosolidale, nel pieno rispetto dell’ambiente e della società.

La fondazione olandese Fairphone nasce nel marzo 2011, dall’idea del giovane Bas Van Abel, all’interno di Waag Society, un istituto d’arte, ricerca e tecnologia dei Paesi Bassi, con la collaborazione dello studio di design Action Aid. Per Fairphone, il progetto non si esaurisce solo  nella produzione di un nuovo cellulare, ma rappresenta un segnale di cambiamento. Il mercato attuale dell’elettronica è in continua evoluzione ed espansione, mettendo in commercio modelli sempre più all’avanguardia, capaci di racchiudere in un piccolo ed unico apparecchio centinaia di funzioni. Modelli che rispondono alle esigenze della  moderna società, quali la praticità, velocità e funzionalità. Per soddisfare le richieste dell’occidentale tuttavia si arriva allo sfruttamento sistematico di lavoratori e territori più deboli. I cellulari sono infatti prodotti con il Coltan (ossia, Columbite-Tantalite), minerale presente in Australia, Brasile e soprattutto nei territori africani, tra cui il Congo, il Ruanda e la Nigeria (per approfondire vedi box). In questi ultimi Paesi in particolare, l’estrazione e la vendita di tale minerale è spesso sottoposta al controllo di movimenti di guerriglia che utilizzano il ricavato per l’acquisto di armi e traffici illegali. La situazione ha raggiunto un tale livello di gravità da richiedere l’intervento dell’ONU che nel 2002 ha pubblicato un rapporto ufficiale con il quale ha condannato le società, impegnate nello sfruttamento delle risorse naturali nel paese del Congo, di  favorire la continuazione della guerra civile.

Grazie alla collaborazione con le Organizzazioni non governative e alle compagnie no-profit, Fairphone dunque propone la realizzazione di uno smartphone mediante l’utilizzo di minerali (più di trenta) che provengono da zone controllate e sicure, libere dallo sfruttamento dei “signori della guerra” e nel rispetto dei diritti umani dei lavoratori. L’azienda ha infatti aderito al progetto “Solution for hope”, costituito nel 2011, che si propone di reperire il minerale tantalite da zone esenti da interessi e conflitti armati.  Miquel Ballester, fondatore del progetto, in un’intervista ha tuttavia dichiarato: «Non siamo al 100% conflict-free e non possiamo esserlo, poiché utilizziamo sessanta differenti fornitori, ciascuno dei quali ha a sua volta fornitori. Questo è il problema principale dell’industria mobile: il processo produttivo è divenuto troppo complicato. Ma è solo l’inizio». Il telefono inoltre verrà realizzato impiegando materiali riciclati e gli scarti della produzione verranno nuovamente trasformati, per ridurre al minimo l’inquinamento ambientale. Il telefono verrà costruito in Cina ma l’azienda ha garantito che saranno rispettate le adeguate condizioni di lavoro e retribuzione, come previste dalle Convenzioni della Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). Inoltre 3 Euro per ogni pezzo venduto saranno devoluti al programma per lo smaltimento dei rifiuti elettronici.

Il nuovo smartphone avrà il sistema operativo Android 4.2, display da 4.3 pollici, 16GB di memoria interna, 1GB di RAM e due fotocamere (8 e 1,3 megapixel). Il telefono sarà venduto a 325 Euro, coprendo solo il prezzo di produzione. Nel maggio 2013 la compagnia ha raggiunto già la prenotazione di 5000 pezzi e i primi saranno distribuiti negli ultimi mesi dell’anno. Acquistando dunque un Fairphone non solo otterrete un ottimo smartphone moderno e polifunzionale ma darete anche un concreto segnale di cambiamento all’intera società. E come scrivono i partecipanti al progetto “Fairphone è più di un telefono. E’ l’inizio”.