NATALINO BALASSO PRESENTA LA TOSA E LO STORIONE

di Redazione | 8 Dicembre 2010
Per il quarto appuntamento della rassegna <italic>Il cielo sopra Verona</italic>, sabato 11 dicembre (alle ore 21), Natalino Balasso propone sul palcoscenico del Teatro Stimate il monologo tragicomico <italic>La tosa e lo storione</italic>. Perso tra le nebbie del Delta del Po, un pescatore è da solo sulla sua barca e aspetta che qualcuno lo venga a…

Per il quarto appuntamento della rassegna <italic>Il cielo sopra Verona</italic>, sabato 11 dicembre (alle ore 21), Natalino Balasso propone sul palcoscenico del Teatro Stimate il monologo tragicomico <italic>La tosa e lo storione</italic>.
Perso tra le nebbie del Delta del Po, un pescatore è da solo sulla sua barca e aspetta che qualcuno lo venga a ritrovare. L’uomo osserva questo luogo magico, dove il fiume incontra il mare. Si perde nei ricordi e inizia a raccontare storie: una delle più incredibili è proprio quella che ha vissuto in prima persona. Era l’epoca della pesca dello storione: i pescatori preparavano le reti, riparavano le baracche costruite con legno e paglia, e aspettavano. Negli anni Trenta, pescare un grosso storione, poteva aiutare a ripianare i debiti di tutto l’anno. Onnipresente sulla scena è la «magia» spiega Natalino Balasso, autore e interprete dello spettacolo.
«La vediamo nel sogno, che i pescatori devono fare, se vogliono pescare lo storione, la vediamo nel ricordo di quando, come diceva il poeta della Rovigo ottocentesca Gino Piva: “I santi si vedevano passare sui campi”. Gesù e San Pietro vagano per il Delta del Po, in incognito, per osservare se per caso la regressione sociale del luogo non sia senza ritorno. Vediamo poi la magia nella “tosa”, una ragazza che viene spacciata per maschio, fa lavori da maschio, dicono che sia un ragazzo muto, ma sarà il suo corpo a parlare per lei. E di nuovo, vediamo la magia nel protagonista che racconta una storia di cui non sembra così tanto protagonista eppure mostra di conoscerne lembi segreti».
In una narrazione tragicomica, Balasso unisce comicità popolare a vicende dal sapore squisitamente letterario, raggiungendo momenti di vivacità (ad esempio nel monologo sui miti greci Ercole in Polesine), ma anche di riflessione (come in Libera nos tratto dai testi di Luigi Meneghello). La tosa e lo storione è una vicenda di fantasia, arricchita tuttavia da riferimenti letterari che spaziano dalle storie di Gian Antonio Cibotto alle poesie di Gino Piva. Nello spettacolo sono ricordati anche alcuni importanti avvenimenti storici: la fucilazione di Ciceruacchio avvenuta sulle sponde del Po oppure l’interdetto papale della città di Adria.
La rassegna Il cielo sopra Verona – organizzata da Àissa Màissa, Le Falìe e Film Festival Lessinia – gode del sostegno della Concessionaria Automotor. I biglietti si possono acquistare nei punti prevendita del circuito Greenticket o online su <link=’http://www.greenticket.it’ class=’_blank’>www.greenticket.it</link>. Informazioni su <link=’http://www.lefalie.it’ class=’_blank’>www.lefalie.it</link>, all’indirizzo e-mail <mail=’mailto:lefalie@lefalie.it ‘>lefalie@lefalie.it </mail>o al numero 347 7137233.
Marta Bicego
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