Il Forte di Santa Viola

di Redazione | 11 Agosto 2013
Francesca Merli Un detto recita : “Chi cerca, trova”. Accade proprio così quando ci si voglia avventurare nei dintorni del monte Santa Viola, che domina imperioso il piccolo paese di Azzago, frazione del comune di Grezzana. Un monte che, diciamocelo, non è comune agli altri. Lo si può riconoscere facilmente anche a lunghe distanze per…

Francesca Merli

Un detto recita : “Chi cerca, trova”. Accade proprio così quando ci si voglia avventurare nei dintorni del monte Santa Viola, che domina imperioso il piccolo paese di Azzago, frazione del comune di Grezzana. Un monte che, diciamocelo, non è comune agli altri. Lo si può riconoscere facilmente anche a lunghe distanze per la caratteristica fitta boscaglia che lo sovrasta e lo rende inconfondibile. Proprio i fitti arbusti, sembrano quasi voler nascondere e proteggere da chi la vuol cercare, una perla rara: il Forte di Santa Viola.

Edificato tra il 1904 e il 1913 per opera del genio militare italiano, il forte andava a completare insieme ad altre quattro strutture collegate visivamente fra loro (vedi Pantheon 2, pg 17-21 e Pantheon 15, pg. 16-17), un sistema difensivo utile per contrastare l’eventuale avanzata dell’Impero Austro-Ungarico. L’avanzata però, non si spinse mai fino alle zone di Valpantena e Valsquaranto, e non essendoci la necessità di contrattaccare, dal forte non partì mai un colpo. Dotato di un osservatore telescopico e di quattro pozzi coperti da cupole corazzate, si sviluppa su tre piani. Il fronte risulta interrato, mentre la facciata posteriore rivolta a sud, è scoperta e provvista di feritoie. Dal momento che non fu mai impiegato per fini bellici, venne disarmato e trasformato in magazzino. Caduto in disuso e danneggiato dall’incuria della vegetazione spontanea e dall’azione di vandali, venne ripreso in considerazione nel 2002, quando gli architetti Fiorenzo Meneghelli e Massimiliano Valdinoci iniziarono uno studio per il suo recupero. Lo scopo iniziale era quello di creare un’opera museale da inserire in un nuovo circuito turistico in Lessinia. Il progetto prevedeva un costo complessivo di 1 milione e 200mila euro da dividere in tre stralci, due dei quali sono già stati finanziati grazie all’intesa tra la Comunità Europea, il Comune di Grezzana e la Provincia di Verona. I lavori di ristrutturazione infatti, sono iniziati nel novembre del 2005. Nonostante sia stato completato anche il secondo stralcio di finanziamenti, che ha visto il coinvolgimento di Regione Veneto, Banca Popolare, Fondazione Cariverona e Comune di Grezzana, in questo momento il recupero del forte si trova in uno stato di empasse. Il terzo stralcio previsto infatti, che prevede l’allacciamento ai servizi e la bonifica dell’area circostante, non è ancora stato completato.

In questo momento, nonostante il forte sia in condizioni sicuramente migliori rispetto al momento che precede il suo recupero, si trova in uno stato di abbandono, e fintantoché il cantiere è aperto una cancellata impedisce l’ingresso ai visitatori. Purtroppo non è possibile visitarlo, e il rischio più grave è che i lavori eseguiti e i soldi spesi per effettuarli, risultino inutili. Il dibattito in merito al completamento dei lavori e ad una destinazione d’uso che tuttora manca, è ancora in corso e da più parti ci si interroga su quando sarà terminata una struttura così imponente. È già in programma il IV stralcio, che dovrebbe essere finanziato da Regione Veneto, Fondazione Cariverona e Comune di Grezzana, e che dovrebbe completare anche la ricerca storica per l’allestimento di un museo.

Le proposte e le intenzioni di certo non mancano, e l’avvio di attività turistiche e culturali gioverebbero sia al Forte che all’intera Lessinia.