A casa degli altri: Elisa, la futura mamma
di Redazione | 7 Aprile 2020Mancano dieci giorni esatti. Il virus c’è ancora, pare che il picco salirà proprio nel giorno del termine. Nei miei sogni, pochi, perché ormai dormo malissimo, mi aveva promesso di andarsene ma non lo ha fatto. Quando ho scoperto che aspettavo una bimba, non riuscivo a contenere la gioia che ancora ho, nonostante nella mia mente si accavallino pensieri tristi, di preoccupazione, una vena incontrollata di paura.
Cerco di resistere e di farmi forza, il mio pensiero principale è quello di non trasmettere alcun tipo di angoscia alla mia creatura e anche al mio figlio più grande, costretto in casa a vivere questa impaziente attesa doppiamente. Mai avrei pensato potesse succedere una cosa del genere. La mia ginecologa mi è stata vicina, mi ha chiamato più volte per cercare di fare meno visite possibili, e mi ha raccomandato di ridurre al minimo le ecografie in ospedale. Essendo alla fine, però questa settimana sono dovuta andare, e mio marito non è potuto nemmeno entrare, immaginate il dispiacere di questi papà e (il mio).

Devo dire che il personale mi ha accolto con estrema gentilezza, spiegandomi in dettaglio le procedure per porre la massima attenzione verso di me e la mia futura figlia, fugando anche ogni mio dubbio, e vi assicuro, stavolta erano tantissimi. La situazione era surreale. Eravamo pochissime in sala d’attesa, tre, tutte bardate con mascherina, guanti e ben distanti. Ogni momento di condivisione con altre mamme, tipico di questo momento della vita, è stato ridotto al minimo. Con la mascherina si può scambiare giusto qualche parola per tirarsi su il morale a vicenda ma, sono gli occhi che parlano.
La loro espressione, l’unica che sono riuscita veramente a catturare, credo ci faccia sentire meno sole e impaurite. La verità è che mi sarebbe piaciuto partorire in un altro momento, senza questo sciagurato Covid-19. Avrei voluto offrire più serenità alla mia piccolina e, aver fatto vivere al mio primogenito con più allegria questa attesa. Se il destino ha voluto così, un motivo ci sarà e, probabilmente, scoprirlo si rivelerà il regalo più grande.
Andrà tutto bene.


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