La cappellina del Monte della Croce: il cuore silenzioso di Cerro
di Franca Conti | 9 Aprile 2026Nel cuore della Lessinia, sopra l’abitato di Cerro Veronese, il Monte della Croce custodisce un luogo caro alla comunità: la Cappella del Redentore, affettuosamente chiamata dai residenti “la cappellina del Monte della Croce”. Piccola nelle dimensioni, ma grande nel significato, rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento spirituale e umano.
La sua origine affonda nelle vicende storiche del territorio. Già nel 1849, durante un’epidemia di colera, il parroco fece voto di costruire una cappella su questo monte, luogo da sempre considerato simbolico per la popolazione. L’attuale edificio venne poi realizzato a partire dal 1900, in occasione dell’Anno Santo indetto da Papa Leone XIII, come segno di devozione al Cristo Redentore. La scelta della posizione, dominante e panoramica, non fu casuale: il monte era già meta di processioni e momenti di preghiera nei periodi difficili.
Nel corso del tempo, la cappella ha vissuto numerosi interventi di restauro, necessari a causa della sua esposizione agli agenti atmosferici. Tra i principali, quelli del 1937 e del 1964, che ne hanno migliorato la struttura e arricchito alcuni elementi, come la croce luminosa sulla cupola. Anche l’interno è stato più volte rinnovato, a testimonianza dell’attenzione costante della comunità verso questo luogo.
Oggi la cappellina continua a essere un importante spazio di culto: durante l’estate, in particolare nei mesi di luglio e agosto, vi si celebrano le messe domenicali e prefestive, momenti molto partecipati e suggestivi. Ma la sua funzione va oltre quella religiosa.
La Cappella del Redentore è anche un luogo di pace e contemplazione. Inserita in un’area verde accessibile a tutti, con panchine in pietra e sentieri che si snodano nel paesaggio della Lessinia, rappresenta una tappa naturale per escursionisti e famiglie. Qui ci si ferma per riposare, ammirare il panorama che spazia fino alla pianura veronese e ritrovare un senso di quiete.
Per gli abitanti di Cerro Veronese, la cappellina non è solo un edificio sacro: è memoria condivisa, tradizione e identità. È il luogo delle processioni, delle storie tramandate, ma anche delle soste silenziose durante una passeggiata. Un piccolo santuario che continua, ancora oggi, a unire spiritualità e quotidianità, fede e natura.


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