Ma come ti vesti ad Halloween? Le mode del 2025

di Redazione | 31 Ottobre 2025

Sì, lo ammettiamo: Halloween non è più solo “metti un mantello nero e vai”, ma un piccolo evento da red carpet del brivido. Lo sa bene la veterana Heidi Klum, che ogni anno stupisce il pubblico con i suoi costumi iper-realistici e fantasiosi. Quest’anno, invece, serve un minimo di cultura pop. E anche se ormai ci siamo, per chi procrastina: niente panico. Come ha scritto di recente The Guardian, “se hai un gilet catarifrangente, qualche bijoux e un passamontagna… hai già fatto centro” (povero Louvre).

Il costume più gettonato dell’anno? Sembra che il mondo non parli d’altro: le eroine di “K-Pop Demon Hunters”. Parrucche viola, giacche gialle, look futuristico e un tocco da guerriera delle luci stroboscopiche. In certi negozi americani sono letteralmente esauriti, con scene da Black Friday anticipato e clienti disperati che chiedono “la versione kids?”.

Ma Halloween non sarebbe tale senza i grandi classici. Le streghe, ad esempio, non passano mai di moda – anche se ora sono più “fashion week” che “Salem 1692”. Via libera a cappelli a punta con glitter, mantelli satinati e trucco da influencer dark che vive di eyeliner e incantesimi per l’algoritmo. E poi i veri fan dell’horror, con The Nun, IT, e Freddy Krueger. Anche i supereroi resistono: Batman, Spider-Man e la nuova ondata di eroine Marvel continuano a dominare, solo che ora le versioni “low budget” si mescolano a rivisitazioni ironiche, tipo “Spider-Man ma in smart working” (tuta sopra, pantofole sotto).

Poi ci sono i veri eroi dell’Halloween moderno: i procrastinatori del travestimento. Quelli che giurano ogni anno di organizzarsi per tempo, ma che alle 18 del 31 ottobre si ritrovano davanti allo specchio con un’unica domanda: “Posso spacciarmi per qualcosa con quello che ho addosso?”. La risposta è sì. Secondo le mode più ironiche del momento, basta un rossetto deciso e un cartellino scritto a mano: “Errore costume – reinserire”. Oppure un look total black con occhiali da sole e la targhetta “agente segreto del mio divano”. Minimal, autoironico e soprattutto realistico.